Hitchcock si è reincarnato in un iraniano? Improbabile, ma nel caso abbiamo un nome: Nima Javidi, regista e sceneggiatore che ha conquistato pubblico e critica con l’opera prima Melbourne, apertura dell’ultima Settimana della Critica a Venezia. Le atmosfere non vi risulteranno sconosciute: siamo dalle parti di Asghar Farhadi, l’autore di About Elly e dell’ultrapremiato Una separazione, da cui viene il protagonista Payman Maadi.

Le atmosfere non vi risulteranno sconosciute: siamo dalle parti di Asghar Farhadi, l’autore di About Elly e dell’ultrapremiato Una separazione

Il suo Amir e Sara (Negar Javaherian) stanno per abbandonare Teheran alla volta dell’Australia: tutto è pronto, rimangono da chiudere le valigie, salutare parenti e amici e correre all’aeroporto. Ma c’è un imprevisto: la tata del vicino ha un’urgenza e affida temporaneamente la neonata a Sara… Solo il particolare può aprire all’universale: se convenite, Melbourne è il vostro film, perché Teheran è Teheran e insieme ogni altra città, così come i due protagonisti sono due di noi. Sappiamo che sotto il tavolo c’è una bomba, ma quando, come (e se) esploderà? La suspense non ci molla, gli affondi psicologici vanno a segno, l’ineluttabile versa lacrime amare: l’Iran “post Kiarostami” è anche meglio, Melbourne è da applausi.

Il trailer di Melbourne

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

‘Qui’ di Daniele Gaglianone: la sera della prima tra lacrime e lacrimogeni

prev
Articolo Successivo

Torino Film Festival 2014, “Senza Lucio” il documentario su Dalla che verrà

next