Le compagnie assicurative americane controllano la salute dei loro clienti monitorando il loro stile di vita con un’apposita app, Health pact. E adesso il gruppo Generali, scrive Repubblica, sta per portare l’idea nel mercato europeo, a partire da quello tedesco, dove l’applicazione sarà disponibile l’anno prossimo. Il funzionamento è semplice. Il cliente stipula una polizza sanitaria con allegato health pact, letteralmente “patto per la salute”, in cui si impegna a fare sport e tenere controllata la salute sottoponendosi regolarmente a visite dal medico di base e da specialisti. Tramite l’app, l’assicurazione vigila continuamente sulla sua condizione: dai battiti del cuore al tipo di alimentazione fino agli esiti dei controlli. Chi si sta “comportando bene” viene premiato con sconti e regali. Negli Stati Uniti i risparmi possono arrivare a 1.300 dollari.

“Così rafforziamo il rapporto con i clienti e influenziamo positivamente il loro comportamento. I clienti più sani sono i migliori per noi”, ha spiegato Mario Greco, numero uno di Generali, intervistato dal quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung. Il gioco, però, sembra particolarmente vantaggioso per le assicurazioni. I consumatori lamentano che la privacy non esiste più e la compagnia può selezionare in via preventiva i clienti con cui conviene stipulare o meno un contratto. “Il cliente non sa come e chi ha accesso ai suoi dati e come l’azienda li elabora”, fa notare Peter Grieble dell’associazione di difesa dei consumatori del Baden-Wuerttemberg. Mentre Felix Hufeld, responsabile del controllo sulle assicurazioni presso l’autorità di vigilanza bancaria tedesca, paventa il rischio della creazione di assicurazioni di serie A, che si accordano con i clienti più “sani”, e di serie B, alle quali toccherebbero quelli maggiormente “rischiosi”.

 

 

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Istat, i grandi gruppi esteri fuggono dall’Italia. Posti di lavoro giù del 10%

prev
Articolo Successivo

Rc Auto, vigilanza contro siti comparatori: “Opacità e conflitti d’interesse”

next