Sarà uno “sciopero sociale” di 24 ore di protesta contro il Jobs Act e le politiche del lavoro renziane quello del 14 novembre, che porterà a incrociare le braccia i precari di varie città d’Italia. “La flessibilità è fallita, vogliamo dimostrarlo”, spiega Luciano Governali del Laboratorio romano per lo sciopero sociale. Ma se molti dei giovani precari che aderiranno allo sciopero, che si svolgerà sotto varie forme, non si riconosce nei sindacati, la protesta si incrocerà anche con quella organizzata dalla Fiom a Milano. “Accogliamo positivamente il fatto che la Fiom abbia deciso di scioperare in una data lanciata dai precari e dagli studenti – prosegue Governali -. Vuol dire che c’è vicendevolmente una voglia di intrecciare le proprie lotte e capire che l’operaio metalmeccanico in cassa integrazione è precario tanto quanto il laureato a 800 euro al mese per sei mesi”. E il segretario generale della Fiom Maurizio Landini spiega: “Noi metalmeccanici abbiamo proclamato lo sciopero classico che siamo capaci di fare. Il 14 ci sarà la manifestazione a Milano e credo che sia un fatto molto importante che si incroci con questa nuova esperienza con cui noi vogliamo dialogare e confrontarci nel rispetto delle autonomie di ognuno ma dentro all’idea di pensare anche a forme nuove di mobilitazione”  di Chiara Carbone

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