Alla fine dopo un presidio durato tre giorni e tre notti i cittadini di Acerra hanno vinto la loro battaglia. Quale? Impedire che l‘inceneritore smaltisse le ex ecoballe stipate durante l’emergenza rifiuti nel sito “Coda di Volpe” di Eboli. Per tre giorni l’impianto ha funzionato a singhiozzo con i camion fermi fuori lo stabilimento a causa della contestazione. “Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso – dicono i manifestanti durante il presidio notturno – in realtà è da più di dieci anni che chiediamo di chiudere questo mostro che ci è stato imposto”. I cittadini temono che una parte dei rifiuti destinati ad Acerra non possa essere smaltita attraverso l’inceneritore. “I nostri sospetti riguardano il fatto che i rifiuti possano essere manomessi prima della combustione – spiega una manifestante – ci preoccupa il fatto che a queste ecoballe si possano aggiungere anche rifiuti speciali”. Intanto, mentre ad Acerra studenti e associazioni si uniscono al presidio, da Napoli  arriva la notizia più attesa. Al termine del Tavolo tecnico convocato d’urgenza, la Regione Campania ha deciso che le ex ecoballe di Eboli non verranno trasferite al termovalorizzatore  di Fabio Capasso

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