Addio alla gita scolastica. A partire per le capitali europee o per le città d’arte italiane, sono sempre meno studenti. Le classi che abbandonano astuccio e libri sul banco per prendere la valigia alla scoperta delle bellezze del nostro Paese e non solo, sono meno della metà. Un valore sempre più in diminuzione rispetto agli anni precedenti. A lanciare l’allarme è l’Osservatorio Touring sul turismo scolastico che dal 2007 monitora l’andamento dei viaggi d’istruzione degli istituti superiori di secondo grado e dall’anno scolastico 2011/2012, anche di quelli delle medie. I numeri fotografano una scuola che parte sempre meno, cercando di far risparmiare più soldi possibili alle famiglie facendo viaggi di breve e media durata sia all’estero che in Italia.

Considerando nel complesso gli istituti che hanno organizzato gite emerge che le classi che viaggiano sono il 42%. Scendendo nel dettaglio si scopre che per le superiori di secondo grado la percentuale di classi che partono si assesta al 46,5% come l’anno precedente mentre alle medie vi è un trend in discesa dal momento che si passa dal 52% dell’anno scolastico 2011/2012 al 35,1% dello scorso anno. Complessivamente la popolazione scolastica in gita è stata nel 2012/2013 di 1,4 milioni, ben il 13% in meno rispetto alla rilevazione precedente. Un dato che conoscono bene le agenzie di turismo visto che il giro d’affari è passato da 405 milioni di euro a 350: un calo significativo e drammatico. La crisi si è fatta sentire e le scuole che non sempre ritengono il viaggio d’istruzione un’esperienza didattica significativa, hanno scelto di investire le poche risorse a loro disposizione su altri progetti.

Ma dove vanno i nostri ragazzi in gita e quanto spendono? Dall’analisi dell’osservatorio emerge che i più grandi partono sempre più per l’estero (55,4%): in vetta alla classifica ci sono sempre la classica Parigi, con Berlino e Praga. Anche Barcellona registra un buon numero di consensi. Per quanto riguarda l’Italia scelta dal 44,6% degli studenti delle superiori le destinazioni in cima alle preferenze sono Roma, Firenze e Venezia. In genere stanno fuori casa quattro notti e spendono circa 283 euro registrando un calo dell’1,7% rispetto agli altri anni. Diverso il discorso alla scuola media dove i professori scelgono mete a “corto raggio” , restando fuori solo due notti e spendendo la media di 186 euro. A confermare chi sostiene che la crisi può essere un’opportunità è il fatto che la ricerca dell’osservatorio segnala che vi è un crescente utilizzo del treno (16,5%) per gli studenti delle superiori mentre alle medie prevale quasi esclusivamente il pullman.

La gita, insomma, non è cambiata più di tanto e nonostante il proliferare nel settore turistico di formule di pernottamento diverse (B&B, agriturismi etc) la maggior parte delle scuole (81,8% delle superiori e 72 % delle medie) preferisce gli hotel. Bisogna, tuttavia, osservare che per contenere i costi si usano anche gli ostelli e i villaggi turistici. Non cambia, invece, il ruolo che riveste la gita nell’immaginario dello studente: per un terzo dei ragazzi intervistati dall’osservatorio, è vissuta solo come un momento di svago e non come un’occasione per conoscere e imparare. Con buona pace degli insegnanti che secondo gli allievi preparano comunque la gita con lezioni frontali e scambi informativi tra pari.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Università: finanziamenti? Giochiamoceli con una scommessa: la trovata del presidente dei rettori

next
Articolo Successivo

Scuola, 18 classi negli uffici comunali: “Mura di cartongesso e stufe elettriche”

next