E’ la notte del 12 marzo 2001. Potenza. La dirigente della Digos viene ritrovata impiccata nel suo appartamento di servizio. Suicidio: dicono subito le indagini. Tredici anni dopo, però, potrebbe essere riscritta un’altra verità. Le indagini sulla morte del commissario Anna Esposito sono infatti state riaperte, e la Procura ha iscritto nel registro degli indagati una persona. Si tratta di un uomo, 50 anni, professionista stimato a Potenza, amico di Anna. L’ultimo che l’ha vista viva, secondo le testimonianze e i tabulati telefonici. Adesso l’uomo è accusato di omicidio dai pm lucani Valentina Santoro e Francesco Basentini. La pista seguita dagli investigatori è quella dell’omicidio passionale. Ma la morte del commissario Esposito potrebbe intrecciarsi a un altro delitto avvenuto a Potenza: quello di Elisa Claps.

In quei giorni di marzo del 2001 sembra che la dirigente della Digos indagasse proprio sulla scomparsa della 16enne, che svanì nel nulla il 12 settembre 1993. Pochi giorni prima di venire ritrovata impiccata in Questura, Anna Esposito aveva fissato un appuntamento con Gildo Claps, il fratello di Elisa. Gli voleva parlare. Il perché non si saprà mai. Ma la madre della donna, Olimpia, racconta – riporta il Corriere della Sera – che in quei giorni la figlia era inquieta e le aveva detto che nella Questura di Potenza qualcuno sapeva dove Elisa era stata sepolta.

La famiglia del dirigente Anna Esposito – nata a Cava de’ Tirreni, Salerno, e divenuta dirigente a Potenza nel ’99 – non ha mai creduto al suicidio e ha chiesto accertamenti sulla cintura dei pantaloni della divisa che fu trovata intorno al collo della donna. Il cadavere di Elisa Claps venne ritrovato 17 anni dopo la scomparsa, il 17 marzo 2010 nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità. Secondo le indagini, la ragazza venne uccisa il giorno stesso della sua scomparsa da Danilo Restivo, il ragazzo che si era invaghito di lei e che il 24 aprile 2013 è stato condannato in appello a 30 anni di carcere.

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