Vivono in tende improvvisate, senza acqua calda e con due bagni chimici per circa 150 persone. Il lavoro è regolato da alcune cooperative. Tutti hanno dei contratti, ma nessuno li rispetta: 10 ore di lavoro al giorno per 10 giorni, mentre sulla carta dovrebbero lavorare solo 2. La nuova frontiera del made in Italy assomiglia pericolosamente a Rosarno o alle campagne in provincia di Foggia. Siamo a Canelli, fra le colline dell‘Astigiano, patria dello Spumante e del Moscato d’Asti: 120 milioni di bottiglie all’anno. La vendemmia dei bianchi dura solo due settimane durante le quali serve molta manodopera, così la cittadina piemontese viene invasa da centinaia di braccianti dell’Est Europa, principalmente bulgari, che per 5 euro l’ora lavorano nelle vigne. Ma le condizioni di vita, oltre che quelle di lavoro, sono al di sotto degli standard minimi di vivibilità di Cosimo Caridi

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