“Mi hanno trattato peggio dell’assassino di Kennedy…”, questa l’ultima perla di Tavecchio, candidato alla presidenza della Lega calcio.
Sarà forse il caso che qualcuno dei suoi sponsor gli dica che fine ha fatto uno degli assassini del presidente ammazzato a Dallas o almeno colui che venne indicato come l’esecutore materiale e cioè Lee Harvey Oswald.
Appena qualche giorno dopo Oswald fu freddato a colpi di pistola da Jack Ruby, il tutto sotto gli occhi della superarmata scorta che lo avrebbe dovuto proteggere.

Neppure il suo più acerrimo nemico potrebbe augurargli la stessa fine, anche se non possiamo escludere che, anche in questo caso, i suoi mandanti e la sua superarmata scorta calcistica non si stiano già preparando a lasciarlo solo nel corridoio del palazzo della Lega calcio.

Dalle condanne già archiviate al mangiatore di banane, il candidato presidente ha già messo insieme quanto basta per terminare la corsa, ma ancora più riprovevoli sono quei signori che, dopo averlo candidato, ora fingono di non sentire, di non vedere, di non sapere.

Tra qualche ora , forse, lo costringeranno alla ennesima rettifica: “Non mi hanno capito, mi hanno frainteso, è in atto un complotto contro di me…”
Parole che hanno segnato l’ultimo ventennio; anche in sede politica, sarà il caso di mettere fine alla partita, ancora prima del fischio di inizio.

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