Come tutti ricorderanno, Giuseppe Turani si è sempre occupato a vario titolo di quattrini. Ora ha deciso di dire la sua sul perché Renzi non dovrebbe fidarsi di Grillo. Legittimo, per quanto il problema, anche all’occhio più sprovveduto, manco si ponga.

Dunque Giuseppe Turani, che si è sempre occupato a vario titolo di quattrini, ha scritto il suo pezzo. Poi, però, deve essersi riletto. E, con insospettata onestà, ha constatato che nessuno se lo sarebbe filato. Così ha deciso di aggiungere un po’ di pepe, che gli fruttasse attenzione e contatti su internet.

Comprensibile, per uno che ai primi di agosto non ha di meglio da fare che scrivere la sua sul perché Renzi non dovrebbe fidarsi di Grillo. Ecco allora che ha pensato di attaccare la sottoscritta, prendendosela con la mia recente lettera al PD pubblicata sul Fatto e asserendo che non capirei nulla di politica.

Legittimo anche questo, non fosse che per un dettaglio: io non so di cosa capisca Giuseppe Turani (a parte di quattrini, a vario titolo); certo è che di quello che ho scritto io ha capito ben poco, anzi un tubo. Perché il mio pezzo, come chiunque ha visto (tranne Turani), parla di tutt’altro. Ora io ho un consiglio modesto per Giuseppe Turani: continui pure a occuparsi di quattrini a vario titolo (con prudenza, per carità); ma lasci perdere altri campi da gioco, e soprattutto trovi altri modi di riaversi dal caldo estivo, evitando di parlare di ciò che (non essendo quattrino) ignora.

 

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