Sul Tevere all’altezza di Ponte Flaminio a Roma ci sono tre piloni nel fiume: si tratta del residuo di una vecchia opera pubblica, un ponte Bailey posizionato negli anni ’60 per deviare il traffico dopo il cedimento di una parte del Ponte Flaminio. Dopo la ristrutturazione il ponte fu rimosso, ma non i piloni. Un giovane architetto, Francesco Napolitano, ha trovato il modo di riutilizzarli. Grazie al project financing un investitore privato propone alla Pubblica amministrazione di demolire a sue spese due piloni, in cambio della possibilità di sfruttare il terzo. Sopra potrebbe essere posizionata una terrazza removibile a sbalzo sul fiume, in cui ospitare sia uno spazio privato (ristorante, bar o altro) che una ‘piazza’ pubblica. Il progetto ha vinto anche un premio nel 2011. Ma non se ne è fatto niente. L’unico modo per rimuovere questo elemento di degrado? “Dovrebbero parlarsi le amministrazioni coinvolte, e cioè Regione e Comune”, dice Napolitano. Non dovrebbe essere così complicato, invece sembra lo sia. E pensare che a premiare il progetto nella veste di presidente della Provincia fu Nicola Zingaretti (Pd), attuale presidente della Regione Lazio  di Cinzia Gubbini

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