Tra Alitalia ed Etihad c’è un’intesa sui termini per l’acquisto del 49% della compagnia italiana. Ma per concludere l’operazione mancano ancora alcuni step, che verranno completati nei prossimi mesi. A precisarlo è la compagnia degli Emirati Arabi, che vuole che sia chiaro che l’operazione non è ancora conclusa. E lancia indirettamente un messaggio agli attori coinvolti, banche e sindacati in primis, per sollecitarli a risolvere le tematiche ancora aperte, tra cui le delicate partite del debito e degli esuberi.

All’indomani della nota congiunta con cui le due compagnie hanno formalizzato lo stato dei negoziati, parlando di “accordo sui termini e condizioni dell’operazione”, da Abu Dhabi è arrivata una nota di precisazione. Al momento l’intesa è sui principali termini e condizioni per l’acquisizione del 49%, spiega Etihad: “l’accordo con Alitalia rappresenta l’ultimo passo di un percorso che può portare alla finalizzazione di una operazione”, ma prima ci sono ancora alcuni passaggi che “saranno completati nei prossimi mesi”.

I prossimi step sono quattro: il completamento della documentazione sull’operazione; la finalizzazione delle condizioni; la richiesta alle autorità regolatorie; l’approvazione finale da parte degli azionisti e del cda. I primi due passaggi sono quelli su cui si sta già lavorando e dovrebbero portare alla firma del contratto entro la fine di luglio. In particolare entro metà mese dovrebbero arrivare a conclusione sia la trattativa sul debito, che è in fase già avanzata, sia quella sugli esuberi.

I sindacati sono ancora in attesa di una nuova convocazione formale da parte dell’azienda (mentre la prossima settimana è atteso il tavolo con i ministri Lupi e Poletti), ma si starebbe comunque lavorando dietro le quinte per ridurre al massimo l’impatto dei 2.251 esuberi chiesti da Etihad. E se per piloti e assistenti di volo si profila la possibilità di essere assorbiti dalla compagnia emiratina, resta ben più complessa la gestione degli oltre mille dipendenti di terra coinvolti. Ma il vice ministro allo sviluppo Carlo Calenda ribadisce l’impegno del governo: “Si tratta di un processo di ristrutturazione, come tale è doloroso e andrà tenuto al minimo l’impatto sull’occupazione”.

Per arrivare ad una conclusione dell’intera operazione bisognerà comunque attendere almeno fino all’autunno. I tempi più lunghi sono infatti quelli per il via libera delle Autorità regolatorie, nello specifico quelle europee, i cui tempi sono però legati anche alla nomina della nuova Commissione. Intanto l’ex primo azionista di Alitalia Air France-Klm plaude alla soluzione Etihad e si dice intenzionata a continuare la partnership con Alitalia “a patto che resti bilanciata e nell’interesse comune di entrambe le compagnie”. Il gruppo franco-olandese ribadisce anche la possibilità di valutare un aumento della propria quota (ora al 7,08%), anche se questo “non è una priorità al momento”. Mentre rassicura sulle intenzioni della lettera inviata insieme a Lufthansa alla Commissione Ue: non ha come obiettivo di “far mettere Etihad alla gogna” da parte delle autorità Ue, sostiene l’ad de Juniac, ma semplicemente di indicare “la crescita eccessiva delle compagnie di Paesi terzi”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Argentina verso il default. Corte Usa respinge stop a rimborso degli hedge fund

prev
Articolo Successivo

Ferrovie, dai passeggeri oltre 50mila reclami all’anno

next