Cauto ottimismo, con qualche incertezza. E’ la reazione degli analisti delle principali banche internazionali alla svolta al governo, con l’imminente ingresso del leader del Pd Matteo Renzi a Palazzo Chigi. Ma c’è chi mette subito le mani avanti. “E’ prematuro trarre conclusioni definitive”, scrive Citigroup spiegando però che ”i mercati sembrano giudicare positivamente il potenziale nuovo governo”. Il passaggio di consegne è “positivo” anche secondo Rbs, ma la capacità di procedere alle riforme del leader Pd “rischia di essere limitata”. E saranno proprio le riforme, stanto ai report sull’Italia raccolti da Bloomberg, il vero banco di prova su cui verrà valutato il futuro presidente del Consiglio.

Sulla stessa linea gli esperti di Barclays, secondo cui l’ascesa del sindaco di Firenze sarà probabilmente vista dal mercato come “moderatamente positiva” in quanto aumenta “la probabilità di un’accelerazione del processo di riforme”. Il “cambio di leadership sarà probabilmente positivo per l’Italia” in quanto Renzi appare “più proattivo sulle riforme economiche e istituzionali”, afferma Nomura che consiglia di “stare lunghi”, cioè acquistare i titoli di Stato italiani. Anche secondo Bnp Paribas “la probabilità di riforme è più alta con Renzi che con Letta”, anche se “l’entusiasmo iniziale” del mercato potrebbe raffreddarsi di fronte alle difficoltà di un cambiamento per il quale Renzi deve trovare un “ampio supporto”.

La prospettiva di un nuovo governo “è una buona notizia”, commentano gli analisti di Kepler Cheuvreux, in quanto Letta si è dimostrato piuttosto inefficace nel realizzare le riforme. “La nota negativa” è rappresentata dal fatto che “la maggioranza continuerà ad essere rappresentata da diversi partiti, con visioni diverse sulle riforme”. Per quanto riguarda il rischio declassamento, Credit Suisse non si aspetta che l’agenzia di rating Moody’s migliori l’outlook già in questa fase in quanto “prematuro”, ma darà tempo a Renzi di dimostrare quanto vale “prima di prendere qualsiasi azione”. E anche Barclays si attende una conferma del rating Baa2 e dell’outlook sul nostro Paese.

“Occorre vedere se la nuova leadership sarà in grado di realizzare vere riforme, necessarie per la crescita a lungo termine dell’Italia”, avverte Morgan Stanley che non esclude “risultati positivi” ma anche un “aumento dell’incertezza nel breve termine”. Fredda Commerzbank che non crede a sfondamenti sul fronte delle riforme in quanto Renzi deve fare i conti “con la mancanza di supporto” nel Pd e con i venti contrari del fronte anti-berlusconiano. E anche Deutsche Bank sottolinea che le ambizioni di Renzi di un governo di legislatura per “raccogliere i frutti delle riforme economiche” deve confrontarsi con “un quadro istituzionale inefficiente, una fragile maggioranza e un parlamento frammentato”.

Sicuramente l’ottimismo degli analisti internazionali è favorito dagli ultimi dati macroeconomici, che segnalano qualche piccolo passo in avanti. Numeri che hanno trascinato al rialzo anche Piazza Affari, che ha chiuso in rialzo dell’1,62% a 20.436 punti. Bene anche lo spread tra titoli italiani e tedeschi, che ha terminato la giornata a quota 200 punti base dopo avere toccato 199 punti, in ribasso dai 204 punti dei primi scambi di seduta.

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