Meno anni di reclusione per il piccolo cspaccio di cannabis e distinzione tra droghe leggere e pesanti. Le modifiche alla Fini-Giovanardi sono previste da un emendamento del relatore David Ermini (Pd) al dl carceri, che è ora in commissione Giustizia della Camera. Proposte che Carlo Giovanardi, deputato Ncd e relatore della legge vigente insieme a Gianfranco Fini, non condivide. E in una nota insiste sulla differenziazione tra i due tipi di droghe, perché “altrettanto pericolosi per la salute dei consumatori”.

“I documenti ufficiali dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite, la letteratura scientifica – spiega il parlamentare di centrodestra in un comunicato – come ricordato anche recentemente dai tossicologi forensi italiani, non distinguono mai tra droghe cosiddette leggere o cosiddette pesanti: la differenza tra leggere e pesanti non ha pertanto nessuna consistenza, né sotto il profilo tossicologico, né sotto quello farmacologico e neppure riguardo l’aspetto giuridico“. 

Il decreto legge carceri già interviene sul cosiddetto piccolo spaccio, prevedendo che il massimo della reclusione scenda da 6 a 5 anni. Con l’emendamento di Ermini la pena viene dunque ulteriormente ridotta solo per il piccolo spaccio di cannabis (la reclusione va da 6 mesi a un massimo di 3 anni), consentendo così la possibilità di usufruire della messa alla prova, mentre le multe vanno da 2mila a 12mila euro contro l’attuale forbice 3mila-26mila. In questo modo, spiega il relatore, “torna di fatto una distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti” che rimetterà in discussione l’impianto della Fini-Giovanardi. Per le droghe pesanti infatti gli anni di reclusione restano quelle previste dal testo del governo, vale a dire cinque.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Pd flebo e martello: le dimissioni come metafora di un partito

next
Articolo Successivo

Legge elettorale, Renzi: “Io sostenitore delle preferenze, ma Fi ha detto no”

next