Alla vigilia dell’inizio della discussione alla Camera del decreto Imu-Bankitalia, montano le proteste per il provvedimento che, tramite la discussa rivalutazione delle quote di via Nazionale, garantirà a Intesa e Unicredit  i due più importanti azionisti – un guadagno compreso fra i 2,7 e i 4 miliardi. L’ultima a muoversi, dopo le proteste dei parlamentari 5 Stelle, è stata la formazione politica Lista civica italiana, che ha lanciato una petizione rivolta al premier Enrico Letta e al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con un comunicato dal titolo: “Giù le mani dalla Banca d’Italia”.

“Chiediamo a tutti gli italiani di mobilitarsi per evitare la conversione in legge del decreto n.133 del 30 novembre che è già stato approvato dal Senato e che martedì 21 gennaio va in discussione alla Camera”, spiega l’organizzazione. “A questo scopo invitiamo i cittadini a scrivere al capo dello Stato affinché non promulghi la legge e al presidente del Consiglio affinché stralci dal decreto almeno la parte relativa alla Banca d’Italia”. E aggiunge: “Riteniamo incostituzionale che il Governo, che ai sensi dell’art. 77 della Costituzione può decretare d’urgenza solo in casi eccezionali, infili in questo decreto sull’Imu anche il tema della Banca d’Italia e dell’alienazione degli immobili. Quale è l’urgenza? La sensazione è che si voglia fare l’ennesimo regalo alle banche senza affrontare invece l’urgente necessità di tornare alla saggia divisione tra banche commerciali e banche d’investimento“.

Il comunicato diffuso da Lista civica italiana segnala infine che “le banche private hanno acquisito al proprio patrimonio quote di Banca d’Italia per le quali non hanno mai sostenuto alcun esborso e, oggi, grazie al decreto n. 133 la Banca d’Italia acquisterà da loro la parte eccedente il 3% del capitale ad un prezzo altissimo, frutto della rivalutazione del capitale“. E conclude con un appello: “Il Pd e Matteo Renzi che si propongono come un partito dalla parte dei cittadini devono spiegare agli italiani dove sta il bene comune in questo provvedimento”.

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