Via “la svendita di Bankitalia” dal decreto Imu, oppure sarà “guerra totale“. E’ quanto annuncia il Movimento 5 Stelle, con due emendamenti al provvedimento sulla cosiddetta mini-Imu. Nel primo i grillini chiedono di ‘stornare’ dal decreto la discussa rivalutazione delle quote di via Nazionale, che garantirà a Intesa e Unicredit  i due più importanti azionisti – un guadagno compreso fra i 2,7 e i 4 miliardi. In questo modo “una riforma così importante, che interessa tutti i cittadini, potrà essere affrontata nei luoghi opportuni, ovvero nelle Commissioni competenti”. Nell’altra proposta di modifica i 5 Stelle puntano invece alla “copertura totale della mini-Imu applicando una tassazione sui concessionari del gioco d’azzardo“.

I grillini accusano il governo di “mettere le mani sulla Banca d’Italia per fare l’ennesimo regalo alle banche private – dice il capogruppo in commissione Finanze Sebastiano Barbanti – forse anche a quelle straniere perché, nonostante le norme introdotte in Senato, manca il controllo di fatto e si rischia la perdita di italianità”. E anche il fatto che “questa riforma scellerata sia entrata nel decreto sulla mini-Imu – accusa Villarosa – a noi suona tanto di arma di distrazione di massa: si scrive di Imu mentre si svende la nostra Banca d’Italia”. I 5 Stelle promettono quindi una battaglia durissima: “Daremo vita ad azioni eclatanti se non fanno un passo indietro su Bankitalia”.

“La rivalutazione delle quote azionarie della banca centrale creerà un buco nelle casse dello Stato”, mettono in guardia i grillini. “Il governo – denuncia Barbanti – sta facendo pagare alle banche 900 milioni per regalargli sette miliardi e mezzo, spostando i soldi da riserva a capitale”, dunque “saccheggiando un salvadanaio che appartiene a tutti i cittadini. Finora gli azionisti incassavano sugli attivi di Bankitalia circa 70 milioni all’anno, ora ne incasseranno 450, sottratti alla quota che di norma va allo Stato”. Oltretutto, a detta dei 5 Stelle, l’operazione Bankitalia non servirà all’Italia per superare i temuti stress test europei. “La Bce e la Bundesbank hanno mangiato la foglia e hanno già fatto capire che le banche italiane non potranno utilizzare questo strumento per superare le valutazioni europee e gli stress test”, assicurano. E lo Stato – rincara la dose Barbanti – “ci rimettere 370 milioni l’anno per mancato gettito“.

Mentre è in corso la conferenza stampa a Montecitorio, l’affaire Banca d’Italia approda anche sul blog di Beppe Grillo. Il provvedimento in questione “asfalta il Parlamento e serve a dar via la Banca d’Italia all’insaputa dei cittadini. Nel decreto Imu esistono articoli che aumentano il valore delle quote della banca centrale in mano agli azionisti privati, ossia le maggiori banche, assicurazioni, Inps e Inail”, avverte il post, precisando che così “si rischia un altro colpo alla nostra sovranità economica e il M5S farà di tutto per evitare questo scandalo”.

La richiesta dei 5 Stelle arriva il giorno dopo l’intervento del ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, che ha difeso a spada tratta il decreto consegnato dal Senato alla Commissione Finanze della Camera per la conversione in legge. L’ex direttore generale della Banca Centrale ha spiegato che una modifica al provvedimento ora “genererebbe incertezze”, sottolineando che il governo “non ha fatto nessun regalo alle banche”.