Via libera del Senato alla discussa rivalutazione del capitale della Banca d’Italia contenuta nel decreto Imu, con l’aggiunta dei paletti su quote massime di possesso e italianità. Palazzo Madama ha approvato giovedì 9 l’aumento di capitale da 7,5 miliardi di euro della Banca Centrale, mediante utilizzo delle riserve statuarie. Le quote nominative, fissate a 20.000 euro dal decreto legge uscito da palazzo Chigi, nel passaggio in Senato sono state aumentate a 25mila euro.

Per quanto riguarda il tetto massimo di possesso è stato stabilito che sarà al 3% e non al 5% inizialmente previsto, che implica un maggiore introito per gli azionisti che saranno costretti a vendere le azioni in eccesso, a partire da Intesa e Unicredit soci di maggioranza di Bankitalia. Definite anche le categorie di investitori che potranno acquistare le quote: saranno banche e imprese di assicurazione che hanno sede all’interno dell’Ue, fondazioni bancarie, enti ed istituti di previdenza e assicurazione con sede in Italia e fondi pensione. Allungato da 24 a 36 mesi il periodo di transazione inizialmente previsto. E il Consiglio superiore della Banca d’Italia “valuterà la professionalità e la onorabilità dei soggetti entranti e delle relative compagini, con un diritto di veto“.

Il provvedimento che approda ora alla Camera prevede poi la cancellazione della seconda rata Imu 2013 con l’aumento delle aliquote per banche e assicurazioni. Resta però da pagare la mini-Imu, cioè la differenza tra quanto dovuto con l’aliquota base o con l’aliquota aumentata dal Comune. Non sono esclusi interventi. Ma intanto la data per il pagamento resta fissata al 24 gennaio. Sale poi al 128,5% l’acconto Ires, per il periodo d’imposta 2013, per gli enti creditizi e finanziari, per la Banca d’Italia e per le società e gli enti che esercitano attività assicurativa. Poi un decreto ministeriale, con un punto e mezzo in più, porta l’aumento al 130 per cento. Acconti Ires e Irap più salati anche per le imprese: per il 2013 arrivano a 102,5% mentre per l’anno d’imposta 2014 si torna al 101,5 per cento.

Scatta e si modifica la clausola posta a salvaguardia degli incassi, ottenuti in parte, previsti dalla sanatoria sui videopoker (600 milioni di euro) e al maggior gettito Iva per il pagamento dei debiti pregressi della pubblica amministrazione (925 milioni di euro). Slitta invece al 2015 l’eventuale aumento delle accise sulla benzina. Infine ministero dell’Ambiente e dei Beni culturali potranno dire la loro sulle dismissioni di immobili pubblici, individuando quelli di particolare interesse culturale o paesaggistico per i quali è considerato prioritario mantenere la proprietà dello Stato. Il tutto però senza compromettere gli introiti previsti dal piano di vendita.