Exploit annunciato di Fiat in Borsa. Il Lingotto vola a piazza Affari dopo l’accordo con il fondo Veba per salire al 100% di Chrysler. Il titolo ha terminato la giornata in rialzo del 16%, dopo non essere riuscito a fare prezzo in apertura per eccesso di rialzo.

“L’accordo non ha alcun impatto immediato sul rating di Fiat e porta a un aumento del bilancio consolidato del gruppo relativamente modesto”, precisa in una nota l’agenzia di rating Fitch, secondo cui il debito di Auburn Hills “rimane un problema che continua a limitare l’accesso di Fiat di cassa di Chrysler”. Gli analisti di Ig, da parte loro, definiscono l’accordo “un passaggio storico di notevole importanza per l’industria italiana che permetterà alla futura azienda di competere con i big internazionali” e non vedono “elementi negativi” nei suoi termini.

L’unica eccezione è l’aumento di capitale di cui Fiat dichiara di non aver bisogno: “La mancata ricerca di capitali potrebbe – sostengono nel report – mettere l’azienda nel mirino delle agenzie di rating. Un eventuale declassamento potrebbe portare Fiat a pagare un costo più alto per il funding sul mercato obbligazionario”.

Gli analisti di Equita, a loro volta, considerano nel giudizio anche “la probabile accelerazione nelle sinergie” tra i due gruppi “che ora diventa la priorità” con un “nuovo business plan ad aprile”. Valutazioni positive sulla inutilità dell’aumento di capitale ma, anche qui, con qualche riserva: “Per noi – scrivono – un bond convertibile, convertendo e/o la cessione di qualche asset resta probabile per non rischiare il rating” considerando il rapporto tra debito e Ebitda di Fiat.

Banca Akros, infine, come Ig, vede con favore l’eliminazione dell’ipo su Chrysler, uno degli “elementi di incertezza” intorno all’investimento. Per Fiat, secondo Ig, costituiva “una minaccia, visto il buon andamento dei fondamentali per l’azienda di Detroit e il sentiment di mercato favorevole che avrebbero innalzato il costo dell’operazione”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L'abbiamo deciso perchè siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un'informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Saldi invernali 2014, ecco il calendario. Al via dal 2 gennaio in Campania e Basilicata

next
Articolo Successivo

Il fabbisogno statale sale di 30 miliardi nel 2013. E sfiora quota 80 miliardi

next