Dopo il caso dei poliziotti che avrebbero fraternizzato con i manifestanti togliendosi il casco, in alcune caserme dell’esercito è stato ordinato un monitoraggio informale degli umori della truppa per capire se qualcosa del genere potrebbe verificarsi anche in caso di impiego dei soldati per esigenze di ordine pubblico. La denuncia è stata lanciata dall’ex maresciallo Domenico Leggiero, responsabile di Osservatorio Militare, centro studi per la tutela del personale delle forze armate. 

“Qualcuno molto in alto vuole capire se il crescente malcontento che serpeggia anche tra i dipendenti pubblici con le stellette rischia di far traballare la fedeltà dei soldati nell’eventualità di un loro impiego in ausilio alle forze dell’ordine per contrastare manifestazioni di massa”, spiega alfattoquotidiano.it l’ex pilota di elicotteri dell’esercito, che è stato anche consigliere comunale di An a Sesto Fiorentino. “Segnalazioni di queste verifiche informali ci sono arrivate da diverse caserme in giro per l’Italia in cui hanno sede i reggimenti potenzialmente impiegabili a scopo di ordine pubblico. Questi test per sondare l’affidabilità del personale, condotti in modo riservato, scattano solitamente in situazioni di pericolo per la sicurezza nazionale: in trent’anni di servizio – afferma Leggiero – mi è capitato solo all’epoca dell’operazione Vespri Siciliani contro la mafia e dopo l’11 settembre in piena fase antiterrorismo”.

“Oggi – continua Leggiero – evidentemente per qualcuno il pericolo nazionale sono i cittadini che protestano: ma un pericolo per chi? Iniziative del genere vengono decise a livello politico. Qualcuno è rimasto molto spaventato dal gesto dei poliziotti che si sono tolti il casco per esprimere la loro vicinanza alle ragioni della protesta e ora teme che anche i soldati potrebbero fare lo stesso e che cada così anche l’ultimo baluardo a difesa del potere. Beh, potrebbe succedere benissimo visto che lo scontento è forte e dilagante a tutti i livelli, dal soldato semplice agli ufficiali”.

La Difesa non conferma. “Non ci risultano iniziative in tal senso”, dicono dallo Stato Maggiore, “anche perché è da escludere la possibilità che un militare si tolga il casco davanti a dei manifestanti, e questo per una semplice ragione: noi che portiamo le stellette, simbolo della Repubblica italiana, abbiamo fatto un giuramento di fedeltà alle istituzioni per una vocazione che va ben al di là di qualsiasi altra considerazione di carattere economico o lavorativo”. Il portavoce di Osservatorio Militare la pensa diversamente: “Fedeltà alle istituzioni e al paese significano fedeltà al popolo italiano, ai cittadini, non ai politici e ai presidenti di turno: quelli passano, gli italiani restano”.

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