La “luce in fondo al tunnel” promessa dal ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni sembra ancora lontana in Italia. Oltreoceano, però, i segnali di ripresa sono sempre più evidenti. Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è sceso al 7% a novembre, toccando il livello più basso da novembre 2008, dopo che a ottobre era salito al 7,3%, e superando così le attese degli analisti che erano del 7,2 per cento. Nel periodo considerato sono infatti stati creati 203mila posti, contro i 180mila attesi.

Non si è fatta attendere la reazione a Wall Street. I dati sul lavoro, pubblicati prima dell’apertura della Borsa americana, hanno fatto impennare i future dei listini. La ripresa del mercato del lavoro è confermata dai dati sui sussidi di disoccupazione. Il numero di lavoratori americani che per la prima volta hanno fatto richiesta per ottenere gli aiuti è calato la settimana scorsa per la terza volta di fila. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, nella settimana conclusa il 30 novembre, le richieste iniziali di sussidi sono calate di 23mila unità a 298mila, mentre gli analisti attendevano un dato a 320mila. La media delle quattro settimane, più attendibile in quanto non soggetta alle fluttuazioni del mercato, è scesa così a quota 322.250. Il dato resta stabilmente al di sotto delle 400mila unità, soglia che secondo gli analisti segnala una fase di stallo.

Buone notizie anche sul fronte della crescita. Il Pil americano è salito nel terzo trimestre del 3,6%, mettendo a segno la crescita maggiore dal primo trimestre 2012. A spingere sono le scorte, salite a 116,5 miliardi di dollari, ai massimi dal primo trimestre 1998. La crescita del 3,6% nel terzo trimestre segue il +2,5% del secondo trimestre e il +1,1% dei primi tre mesi. E anche le spese dei consumatori sono salite dell’1,4% nel terzo trimestre. L’indice dei prezzi per le spese personali, uno degli indicatori monitorati dalla Federal Reserve, è cresciuto del 2% e l’inflazione core, che esclude i prezzi di alimentari ed energia, è salita dell’1,5 per cento. La fotografia del dipartimento del Commercio mostra anche un aumento delle spese del governo salite dell’1,7%, l’incremento maggiore dal 2009.

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