Lo spettro di un flop in stile Facebook sembra, almeno per ora, scongiurato. Dopo avere aperto la prima seduta di Borsa a quota 45,10 dollari, in deciso rialzo dal prezzo di collocamento (26 dollari), il titolo di Twitter ha terminato la giornata in rialzo del 73 per cento. Il debutto è avvenuto in ritardo rispetto all’apertura di Wall Street, perché la società che gestisce il listino voleva prendersi il tempo necessario per coordinare gli ordini di acquisto e vendita senza commettere gli errori che nel maggio 2012 contribuirono alla debacle dell’offerta pubblica iniziale di Facebook.

L’interesse del mercato per Twitter non è una sorpresa. All’inizio di ottobre, pochi giorni dopo che Twitter aveva scelto il ticker TWTR come sigla di negoziazione in Borsa, alcuni investitori presi dalla fretta di puntare sul social network si sono confusi iniziando ad acquistare le azioni di un’azienda chiamata Tweeter Home Entertainment, con una sigla (TWTRQ) simile a quella di Twitter. Al punto che il titolo è arrivato a guadagnare il 1.500%, chiudendo la giornata in rialzo del 684 per cento.

Ma i dubbi sul valore reale del social network restano alti. Il presidente della Sec (la Consob americana), Mary Jo White, ha avvertito a poche ore dallo sbarco in Borsa che “in assenza di una chiara descrizione, è difficile non ritenere che i grandi numeri” sugli utenti del sito “non si traducano in grandi profitti”. Twitter non ha infatti mai portato a casa utili e, secondo gli analisti, i profitti non arriveranno prima del 2015 o 2016. Il social network sta poi registrando un fatturato in continua crescita anche se ancora modesto, appena 422 milioni di dollari nei primi nove mesi del 2013, un decimo rispetto a Facebook.

Non solo. I dubbi riguardano anche i dividendi, che l’azienda sembra non essere intenzionata a distribuire nel breve termine. A far sperare i più ottimisti, però, è il posizionamento sul mobile. Il sito di microblogging, secondo alcuni analisti, è infatti più efficace dei concorrenti come fruizione e di conseguenza più appetibile per gli inserzionisti pubblicitari, basti pensare che il 70% dei ricavi arriva da tablet e smartphone.

Twitter ha lasciato suonare la campanella di avvio degli scambi a Wall Street, la cosiddetta ‘opening bell’, ad alcuni utenti, fra cui Sir Patrick Stewart, il capitano Jean-Luc Picard di ‘Star Trek: The Next Generation’, Vivienne Harr, una bambina di 9 anni che ha gestito un chiosco di limonate per un anno per raccogliere fondi contro la schiavitù infantile, e Cheryl Fiandaca, del Boston Police Department. Il social network ha salutato sul suo sito l’avvio delle contrattazioni con l’hashtag “#Ring”.

Mentre l ‘amministratore delegato, Dick Costolo, ha rotto il silenzio nel giorno del debutto. “Abbiamo raccolto un entusiasmo tale che ci ha consentito di attuare i cambiamenti apportati al prezzo”, ha spiegato alla Cnbc, sottolineando l’impegno del gruppo a rafforzare il titolo con una strategia di lungo periodo.

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