Fino a centomila euro a informatici, ingegneri e soprattutto medici che vogliono fare ritorno a casa. Sono queste le principali categorie a cui si rivolge la fondazione German scholar organisation (Gso), che ha deciso di offrire questa cifra agli accademici tedeschi all’estero affinché ritornino in patria. Un modo per rimediare così alla carenza di personale altamente qualificato. I ‘cervelli’ che sperano di fare rientrare sono in particolare quelli trasferiti in Svizzera, dove gli stipendi per questo tipo di personale sono in genere superiori.

Il vincitore può ricevere il premio sotto forma di un aumento di salario, oppure utilizzarlo a scopi di ricerca. Su incarico del ministero dell’economia bavarese, la fondazione ha lanciato il programma ‘Return to Bavaria’ con un occhio di riguardo alla Svizzera dove, stando alle statistiche dell’Ocse per il 2012, il 65% dei tedeschi occupa funzioni altamente qualificate. Altri Länder hanno avviato programmi analoghi, affidandosi ad altre organizzazioni specializzate.

L’anno scorso, la Gso – fondazione che agisce in nome delle università germaniche con finanziamenti perlopiù privati – è riuscita a convincere quattro universitari a far ritorno in patria per occupare posti di prestigio. L’iniziativa dell’organizzazione starebbe provocando un calo delle candidature negli ospedali svizzeri per mansioni qualificate, scriveva domenica la Nzz am Sonntag, ma è presto per dire se questi programmi riusciranno ad arginare l’emorragia di talenti dalla Germania verso altri Paesi.

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