Quando frequentavo il liceo ero abbastanza bravo. Mi veniva facile e, in aggiunta, mi piaceva studiare. Alcuni compagni di classe sfruttavano la mia velocità nel fare i compiti chiedendomi di copiare. In particolare uno di questi si era messo appositamente dietro a me e, in occasione dei compiti in classe, mi chiedeva un aiuto. Visto che finivo velocemente occupavo una parte del tempo a redigere una brutta copia per poi passargliela. Lui era furbo e non si faceva scoprire, riuscendo a immettere alcuni errori o variazioni nell’elaborato in modo che i professori non se ne accorgessero. Dopo trenta anni, durante una cena fra amici, l’ho rivisto casualmente. Mi ha raccontato che, partendo da una piccola officina, è divenuto  un industriale titolare di un’azienda con qualche centinaia di dipendenti, all’avanguardia nel produrre pezzi speciali per auto. Ha insomma avuto un grande successo.

In neurologia una delle scoperte importanti, attuate negli ultimi decenni, è stata quella dei neuroni Specchio. Secondo tale scoperta le zone cerebrali deputate all’esecuzione di una azione si attivano anche nel momento in cui vediamo un altro individuo compiere lo stesso gesto. Servono quindi a riconoscere il comportamento degli altri e a permetterci, attraverso la visione, di copiarne il movimento e definire l’emozione collegata. In pratica, per dirla in modo semplicistico, è la possibilità di emulare, copiare e apprendere dagli altri, oltre a quella di poter entrare con loro in empatia emotiva.

L’aneddoto personale e la succinta descrizione dei neuroni specchio mi servono per introdurre una domanda che mi gira per la testa. Perché i nostri governanti non copiano dagli altri paesi? Non è un comportamento solo negativo quello di copiare ma, spesso, può essere molto produttivo. Nell’evoluzione la capacità di copiare è fondamentale. Ad esempio alcune scimmie, copiando dai genitori, apprendono come fare a rompere le noci di cocco.

Potremmo copiare in vari campi. Ad esempio le regole del mercato del lavoro dalla Germania che pare all’avanguardia in questo campo. Oppure il sistema sanitario francese che, a detta di amici medici francesi, è molto efficiente e snello o il sistema fiscale americano, riconosciuto come estremamente efficace.

Capisco che questa proposta può essere ingenua perché ogni paese ha le sue peculiarità, la sua storia e certamente vi sono altre innumerevoli variabili, prima fra tutte il personale che dovrebbe applicare queste riforme. E’ chiaro che occorrerebbe uno sforzo di adattamento, ma partendo da un sistema che sicuramente da altre parti funziona egregiamente saremmo avvantaggiati.

La spocchia latina per cui noi, eredi degli azzeccagarbugli, ci sentiamo i più furbi e vogliamo inventare sempre qualcosa di nuovo può a volte essere un grave difetto.

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