“E’ completamente falso che la Grecia sia vittima delle politiche di austerità imposte dall’Unione Europea”. A sostenerlo è stato il presidente della Commissione Ue, il portoghese Josè Manuel Barroso, nel dibattito all’Europarlamento in occasione del discorso sullo Stato dell’Unione.

La Grecia, secondo l’ex primo ministro del Portogallo, ha pagato “il comportamento irresponsabile dei governi di Atene e senza il sostegno dell’Europa sarebbe completamente insolvente”. Inoltre, ha aggiunto, “è una caricatura presentare la politica europea come la politica del consolidamento fiscale. Non è l’Europa che ha creato la crisi, ma ne è una vittima“.

Con il nuovo piano di aiuti in gestazione, del resto, il caso greco torna di scottante attualità, così come diventano sempre più evidenti i limiti delle scelte imposte dai creditori internazionali di Atene che non solo hanno messo il Paese in ginocchio, ma non neppure hanno risolto granché. Anche se perfino in Italia uno dei Paesi dell’Unione più a rischio, c’è chi guarda con favore all’operato degli uomini della troika Bce, Commissione e Fmi. Come il numero uno di banca Intesa SanPaolo, Enrico Cucchiani, per il quale l’arrivo degli sceriffi in Italia per quanto “improbabile, non sarebbe un male”, proprio alla luce, secondo il banchiere delle vicende grece.

La settimana scorsa era stata Angela Merkel a intervenire sul tema. Il cancelliere tedesco in piena campagna elettorale ha infatti cercato di togliersi dall’imbarazzo spostando il problema a monte e dichiarando che l’errore in capo a tutte le difficoltà attuali dell’eurozona è stato “far entrare la Grecia nella moneta unica”. Un “errore” perpetrato dal suo predecessore Schroeder che “ha accolto la Grecia e ha allentato il patto di stabilità. Entrambe le cose erano fondamentalmente sbagliate e tra le cause delle nostre difficoltà attuali”.

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