A Ceuta tutta la miseria e l’ottusità colonialista dell’Europa
Abbiamo visto tutti la valanga di esseri umani, che a rischio della vita, si gettavano in acqua, emergevano sulla riva della città spagnola di Ceuta, ultimo residuo in Marocco di un immenso impero coloniale, e poi in massa si riversavano nelle vie. Ecco “l’invasione”, rappresentata così come l’annunciano i fascisti e i razzisti in tutto l’Occidente. I franchisti di Vox hanno urlato contro il primo ministro socialista Sanchez: è colpa del suo permissivismo! Giorgia Meloni e il suo governo hanno minacciato di chiudere le frontiere con la Spagna, anche se con quel paese di frontiere non ne abbiamo.
Il governo spagnolo ha subito inviato l’esercito, mentre fioccano le spiegazioni che ignorano la sostanza, ma che servono al dibattito politico. La Corte Costituzionale spagnola ha recentemente sentenziato che chi viene dal mare non può essere respinto come chi viene da terra. Anni fa la polizia aveva brutalmente fermato i migranti attorno ai muri e alle barriere di fili spinato di Ceuta, massacrandoli di botte. Ora sui social si era subito diffusa la voce che per chi veniva dal mare anziché dal deserto, non ci sarebbe stata la stessa feroce accoglienza. E così migliaia di persone si sono buttate nel braccio di mare che separa la costa del Marocco dalla città spagnola.
Sì, ma come è possibile che la polizia marocchina non li abbia fermati, si chiedono politica e media. E allora ecco le spiegazioni geopolitiche: il regno del Marocco è totalmente legato a Trump e Netanyahu, cosa verissima, e quindi ha permesso ai migranti di invadere la Spagna, per punire Sanchez delle sue posizioni sulla Palestina, di quelle sulla guerra in Iran e dei suoi accordi con l’Algeria. Anche questo è sicuramente vero. In Marocco c’è una dittatura poliziesca che controlla tutto, decine di migliaia di migranti possono muoversi tutti assieme solo se il regime lo permette. Quindi è chiaro che “l’invasione umana” a Ceuta è frutto di decisioni politiche, ma qui anche c’è tutta la miseria e l’ottusità colonialista con cui l’Europa, come gli Usa, affronta la questione migrante.
I paesi europei erigono ovunque muri e barriere contro i migranti, e poi finanziano e sostengono chi fa il lavoro sporco, chi fa l’aguzzino dall’altra parte. L’Italia fa questo con i governi libici, la Spagna con il Marocco, la Francia con le sue ex colonie. E poi ci sono i muri dell’est Europa. Vi ricordate quando la polizia polacca bombardava di acqua gelata e lacrimogeni gli accampamenti di migranti, alla frontiera con la Bielorussia? E Ursula von der Leyen applaudiva, proclamando che quei migranti fossero “armi improprie” della Russia.
Ecco quello che ancora una volta tutte le spiegazioni geopolitiche ignorano e cancellano: la realtà umana della questione migrante.
Il fatto che decine di migliaia, milioni di persone, rischino la vita in mare, nei deserti, nel gelo, per arrivare qui in Europa, dovrebbe essere affrontato come una gigantesca questione sociale, civile e morale, invece che come un problema di sicurezza. Eppure tutti i paesi europei oramai considerano la questione migrante come un problema di ordine pubblico. Ed è ovvio che se quella poliziesca è la sola vera risposta politica, crescono i fascisti e i razzisti che continuano ad urlare: non siete sufficientemente feroci.
Il sistema capitalista europeo e occidentale sta sempre più diventando un sistema razziale. I migranti servono in modo determinante all’economia, ma purché stiano al posto loro e con regole fatte solo per loro. È l’apartheid verso i migranti che si sta diffondendo in Europa e anche gran parte delle forze che si dichiarano progressiste non intendono metterlo in discussione.
I migranti abbassano i salari, rubano le case, deteriorano la sanità pubblica, questo è il messaggio che, con uno uso reazionario del socialismo, diffonde l’odio antimigrante tra le classi popolari native dei paesi europei. Non è così, la distruzione diritti dei lavoratori e dello stato sociale è opera delle politiche economiche liberiste attuate da decenni, e non delle migrazioni, ma cosa conta la realtà rispetto ad una narrazione martellante intollerante?
Se non si saprà affrontare la questione migrante senza finanziare i lager di regimi tirannici, ma contribuendo davvero allo sviluppo dei paesi poveri, senza colonialismo. Se non si accolgono i migranti con parità di diritti per far crescere i diritti di tutti. Se insomma non si affronta la questione migrante come la prima questione sociale della nostra epoca. Se si rimuove il fatto che coloro che si gettano in mare a Ceuta sono persone come noi, il degrado dell’Europa verso i peggiori mostri della sua storia sarà sempre più rapido.