In riva al lago, a Villa d’Este. E’ qui che Joaquin Almunia, commissario europeo al Mercato e alla concorrenza, ha annunciato al premier Enrico Letta e al ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni che Bruxelles “confida di dare il suo via libera entro due mesi” al piano di ristrutturazione di Monte dei Paschi di Siena, che aveva chiesto di modificare pena l’apertura di una procedura d’infrazione a carico dell’Italia.

Nel mirino di Bruxelles a inizio estate erano finiti compensi dei manager, costi “gonfiati”, trattamento dei creditori e termini della restituzione del prestito della Bce. A distanza di qualche settimana, Alumnia ha spiegato che è stato trovato un accordo per tutti i punti del piano, che prevede un aumento di capitale per la banca senese – fresca di aiuti di Stato per circa 4 miliardi – superiore a quello di 1 miliardo di euro già stabilito, annunciando che l’operazione dovrà essere eseguita entro 12 mesi. E se l’aumento di capitale fallisce? Secondo il commissario europeo ci sarà la “conversione immediata dei Monti bond”, che prevede l’acquisto di azioni da parte dello Stato e quindi una nazionalizzazione dell’istituto.

”Abbiamo trovato un’intesa sui punti in discussione”, ha spiegato Alumnia in una conferenza stampa a Cenobbio. “che verranno introdotti nel piano di ristrutturazione che l’Italia ci deve inviare. Una volta ricevuto il piano, se questo rispetterà i nostri accordi, daremo il via libera alla ristrutturazione con le condizioni collegate alle regole sugli aiuti di Stato” perché, sottolinea il commissario, “non cambieremo le regole sugli aiuti pubblici“. Nel piano, ha aggiunto, ci sarà spazio per “la riduzione dei costi e per un cambio nel modello di business. Ne serve uno più percorribile, che in futuro consenta al gruppo di non ritrovarsi più in difficoltà come quelle attuali”.

Il commissario europeo ha infine chiarito che il portafoglio titoli di Stato e derivati del Monte dei Paschi di Siena “dovrà essere gradualmente ridotto nel corso del piano di ristrutturazione della banca”.

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