Per Bruxelles il piano di ristrutturazione del Monte dei Paschi di Siena è troppo morbido sul fronte dei compensi dei manager, il taglio dei costi e il trattamento dei creditori e senza modifiche “urgenti” il commissario alla concorrenza, Joaquin Almunia, aprirà una procedura di infrazione della durata minima di sei mesi che potrebbe portare a sanzioni al Paese o al rimborso forzato dei 3,9 miliardi di Monti bond. Lo scrive il Financial Times dando notizia di una lettera di Almunia al ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni datata 16 luglio.

La lettera risale quindi a due giorni prima dell’assemblea dell’istituto che ha tolto il tetto del 4% per il diritto di voto dei soci privati. Nel documento il commissario, chiamato a valutare se gli aiuti di Stato concessi all’istituto senese via Monti bond siano in linea con le regole europee, scrive che “per consentire alla banca di ristabilire la sua autosufficienza, l’attuale piano deve ancora essere migliorato”.

“Come già detto, sono prima di tutto preoccupato per la stabilità della banca”, scrive il Commissario ricordando un precedente colloquio telefonico del 12 giugno scorso sui temi oggetto delle critiche di Bruxelles su cui bisogna lavorare urgentemente. 

Come la stima di una perdita di 5mila posti di lavoro se Mps fosse costretta a tagliare le sue operazioni di trading proprietario e a ridurre gradualmente a 320 milioni la sua esposizione sui titoli di Stato che Almunia senza troppi giri di parole definisce gonfiata. “Non condivido la metodologia con cui si arriva al risultato”, scrive. “In primo luogo sembrate non considerare altre possibilità di tagliare i costi diverse dal taglio del personale. In secondo luogo, anche tenendo buono il fatto che non ci siano altre strade, il numero di 5mila posti non corrisponde alla media del costo del lavoro e sembra considerevolmente gonfiato”, aggiunge suggerendo che queste questioni tecniche vengano chiarite tra i rispettivi uffici, senza ovviamente entrare nel merito del fatto che il piano 2012-15 di Mps presentato un anno fa prevedeva “solo” 4.600 tagli.

Rilievi, poi, anche sul pagamento di una cedola discrezionale ai titolari di bond ibridi che sarebbe contraria alle nuove regole Ue e sugli stipendi del management. Nelle banche che ricevono aiuti, secondo le regole comunitarie, i compensi dei più alti dirigenti non possono essere superiori di oltre 15 volte il salario medio nazionale. Una disposizione che si deve applicare, ricorda Almunia, fino alla fine del piano di ristrutturazione o fino a quando tutti gli aiuti ricevuto non sono stati rimborsati.

Notevole, poi, la citazione del prestito agevolato ricevuto dalla Bce. In pratica Almunia smonta la tesi italiana secondo la quale la scadenza dell’LTRO costituisca “un carico aggiuntivo” per la banca senese. “Questo cosiddetto impegno è la descrizione di un dato di fatto e non rappresenta alcun obbligo specifico proprio della procedura degli aiuti di Stato”, puntualizza il commissario aggiungendo che sarebbe più rilevante per la procedura che la banca “chiarisca e si impegni sui tagli che sarebbero necessari per la sua autonomia una volta che il finanziamento della Bce non sarà più disponibile”.

“E’ ora urgente che la discussione tra i nostri uffici si basi sull’orientamento che ho fornito nella nostra conversazione di giugno e ribadito in questa lettera”, conclude quindi Almunia aggiungendo che “debbo avvisarti che in assenza di progressi sufficienti su queste linee nelle prossime settimane, dovrò proporre al collegio dei Commissari l’apertura di una procedura d’indagine formale sugli aiuti a Mps”.

“Non c’è stato alcun rifiuto, ma, come normale, è in corso un negoziato, una interlocuzione”, hanno subito cercato di gettare acqua sul fuoco dal ministero dell’Economia. “Come sempre accade in questi casi – dicono – la Commissione chiede alcune indicazioni per verificare che non ci siano aiuti di Stato. L’interlocuzione riguarda proprio questo: la correttezza degli aiuti e il rispetto di alcune indicazioni che vengono chieste al Paese”. Intanto in Borsa il titolo dell’istituto senese è sprofondato del 4,64% a 0,2 euro.