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Di che si parla? Aforismi da Alfonso Signorini, CHI mi ama mi segua? Non proprio. Massime da Fede e ragione, i quaderni dal carcere di Lele Mora? Neanche. Allora è certo: sono le solite inchieste per palati intellettuali di Studio Aperto, seconde solo a quella sul gatto guardone che inibisce il frufrù di coppia! Spiacenti, ma ancora non ci siamo. Duole ammetterlo, ma dobbiamo cotante prelibatezze a Repubblica e al Corsera, dai rispettivi siti web. D’altronde “Ci vuole / Cul cul cultura!”: nemmeno l’elegantissimo Mammuccari avrebbe saputo far di meglio. Perché sì, lo confesso: da una settimana, adescato dall’ammaliante appeal del trash, mi sono dedicato alla colonnina destra del sito di Repubblica nonché, per evitare discriminazioni, al lenzuolo on-line dell’austero Corrierone. E ho preso nota. Con assoluta diligenza, come uno zelante scolaretto. D’altra parte ‒ mi son detto ‒ c’è sempre da imparare dai preclari elzeviristi delle nobili testate.

Il Corriere, anzitutto, dove hanno scritto Pasolini, Montale, Malaparte ‒ e Manganelli, e Buzzati; ma anche Corrado Alvaro, Pirandello, Leonardo Sciascia. Penne eccellenti, certo, ma quasi illustri sconosciuti se paragonati ai veri maîtres d’aujourd’hui, come l’esimio Battista, il prode Ostellino o l’ecumenico Galli della Loggia. Pensavo che a tali indiscusse autorità corrispondessero altrettante raffinatezze telematiche. E in effetti anche on-line il livello è un po’ lo stesso. Sentite qua, sempre sbirciando dai siti dei maggiori quotidiani:   

 “Marzullo scompare dal video e gli ospiti parlano da soli”. Audience alle stelle.
Spagna: la battaglia di Paloma: ‘no alla depilazione per forza’ ”. Viene in mente Zucchero: “È una questione di peli…”.
Milano: in mutande in negozio per rivestirsi gratis. Arriva anche Ferrara, ma per lui nessun abito in regalo: fuori taglia massima.
‘Amore è vegano’, nudi per proteggere gli animali”. Che dire? C’è chi si denuda per proteggere B. De gustibus
Lo studio: Un americano su dieci usa lo smartphone anche sotto le lenzuola”. Cercasi disperatamente l’applicazione Durex.
L’intimo della Pubblicità: e se fosse il manager a puzzare?”. Denunciato per mobbing ascellare.
La confessione: Preziosi: ‘A 40 anni faccio sesso come a 15’”. Poi rettifica, per tranquillizzare le aspiranti: “Mai sofferto di ejaculatio praecox”.
Paola e Chiara, l’addio dopo 16 anni”. Chiesto asilo politico all’Ucraina: militeranno nelle Femen.
Avete mai provato a friggere un iPad?”. “Guardi, soffriamo di stitichezza: meglio la mela cotta”.

Ma è ancora nulla, se paragonato all’aura softporn che trabocca dal Corriere della Sega, dov’è immancabile l’abbinamento chiappe chiare-tutti al mare, con allusioni davvero sottilissime, a metà tra i Vanzina e Quel gran pezzo dell’Ubalda:

Elisabetta Canalis si rinfresca con un ghiacciolo sulla spiaggia di Miami Beach”. Trattasi ‒ manco a dirlo ‒ di Calippo.
Aida Yespica prova la temperatura delle calde acque di Miami”. Termometro, beninteso, è il deretano: nautica e natica.

Tornano allora alla mente le parole di Franca Ciampi sulle trasmissioni “che involgariscono e imbastardiscono”: “Leggete, leggete, leggete, non guardate quella deficiente della televisione”. Evitate la spazzatura che ingorga il web ‒ andrebbe detto oggi. Tuttavia, se pur di accalappiare il voyeurismo ‒ o l’idiozia ‒ di qualcuno una buona metà dei siti d’informazione è ormai costipata dalle pacchianerie più improbabili, una riflessione va fatta.

E si badi bene che il moralismo non c’entra nulla. Le questioni vere sono altre. Anzitutto psicoanalitiche ‒ e mi riferisco all’imperterrito ‘depistaggio’ libidinale operato dalla disinformazione spazzatura. In sostanza: più tette per tutti, più gossip, più intrattenimento, più cretinerie… et voilà: quale miglior anestetico per ottenere populisticamente un consenso semi-plebiscitario?

Il berlusconismo è stato anzitutto questo. Mi ha sempre fatto un po’ sorridere il computo draconiano dei minuti riservati a maggioranza e opposizione in regime di par condicio permanente. Il problema non è la propaganda diretta ma quella indiretta, il qualunquismo della scemenza, che già in quanto tale vira a destra. Senza dubbio porta più voti al PdL l’‘impolitico’ salotto di Maria de Filippi che non un’omelia di Bondi a Porta a Porta.

Detto questo, nessuno che contesti: tutto va bene Madama la Marchesa. Prendersela con l’Isola dei Formosi o con il Velinismo agonistico è anzi snobismo da radical chic, vilipendio alle genuine attitudini del popolo sovrano. Ma nessuno riflette sul fatto ‒ di per sé un’evidenza sociologica ‒ che i presunti (e tanto glorificati) ‘gusti della gente’ sono esigenze indotte e nient’affatto inclinazioni naturali.

A Mediaset lo sanno benissimo. E agiscono di conseguenza. Mi domando che ne pensino in via Solferino o in via Cristoforo Colombo. Se il loro sia un berlusconismo volontario o preterintenzionale. Dopodiché ritorno alla colonnina di destra e leggo: “Paris Hilton fai da te e la teoria del trenino”: il proverbiale trenino dell’amòre. Poco sopra ‒ qualche ‘vagone’ più in là ‒ c’è la Gerini tutta sguarnita (e a dire il vero pure un po’ gommosa): “Claudia, dopo i 40 anni in copertina su Playboy”. E mi pare finalmente di capire. Il punto di contatto è semplice: in redazione, a Roma come ad Arcore, non distinguono tra Repubblica e Res Pubica.

 

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