Per il Tribunale di Milano, Silvio Berlusconi ha costretto la Questura di Milano a violare la legge per rilasciare Ruby prima che parlasse e ha avuto incontri ravvicinati di tipo sessuale a pagamento con una minorenne. E, per salvarsi dalla condanna, ha pagato decine di testimoni (fra cui due deputati) per giurare il falso dinanzi ai giudici. Chiunque conoscesse le carte lo sapeva anche prima che lo dicessero i giudici: restava solo da capire se i fatti, assolutamente certi, configurassero dei reati, e quali. Ora tutti domandano ai berluscones se, dopo la condanna a 7 anni in primo grado, il governo rischia di cadere. Sia il Colle che il Pd si auspicavano una sentenza più blanda per tenersi buono l’alleato, cioè B. Ma ora che la condanna è più severa da quella chiesta dai pm cosa succederà? A questo punto non si tratta di una sentenza di larghe intese, ma di larghe pene. Di tutto questo Stefano Feltri (Il Fatto) ne ha parlato in diretta streaming dagli studi della web-tv con Marco Travaglio (Vice direttore de Il Fatto Quotidiano). Potete interagire inviando commenti e domande attraverso i social network de Il Fatto. Per Twitter gli hashtag sono: #FattoTv #larghepene #7anniperB

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