Fioccano i commenti dopo la sentenza del caso Ruby che ha condannato Silvio Berlusconi a sette anni di reclusione. Non ha dubbi Niccolò Ghedini, avvocato del Cavaliere, che ha definito la decisione dei giudici “allucinante” e “fuori da ogni logica”, mentre Angelino Alfano ha chiamato l’ex premier, che ha detto di essere pronto a resistere a questa “persecuzione”. E il Partito Democratico si è limitato a dichiarare in una nota che “rispetta le decisioni della magistratura”. La notizia, intanto, irrompe come breaking news sui media di tutto il mondo.

LA CRONACA ORA PER ORA

21.16 – Piersilvio Berlusconi: “Condanna assurda, tanta rabbia  elacrime agli occhi” – “Non pretendo che tutti conoscano mio padre dal lato umano come lo conosco io, ma posso assicurare che questa condanna è assurda”, afferma Piersilvio Berlusconi, figlio del leader Pdl e vicepresidente di Mediaset. “Quello di cui l’accusano, e lo dico con tanta rabbia e con le lacrime agli occhi, è quanto di più lontano e contrario dall’uomo che è”. In tutti questi anni, aggiunge, “non ho mai commentato le tante ingiustizie subite da mio padre. Non è mio costume esprimere pubblicamente i miei sentimenti o dare interpretazioni politiche dell’operato della magistratura. Ma questa volta non posso tacere. E’ una condanna assurda”. 

20.08 – Berlusconi: “Resisterò a persecuzione, sono innocente” – “Ero veramente convinto che mi assolvessero”, sottolinea l’ex premier in una nota, “perché nei fatti non c’era davvero nessuna possibilità di condannarmi. E invece è stata emessa una sentenza incredibile, di una violenza mai vista né sentita prima, per cercare di eliminarmi dalla vita politica di questo Paese”. Non è soltanto una pagina di malagiustizia, ha aggiunto, “è un’offesa a tutti quegli italiani che hanno creduto in me e hanno avuto fiducia nel mio impegno per il Paese. Ma io, ancora una volta, intendo resistere a questa persecuzione perchè sono assolutamente innocente e non voglio in nessun modo abbandonare la mia battaglia per fare dell’Italia un paese davvero libero e giusto”.

19.18 – Marina Berlusconi: “Sentenza scritta fin dall’inizio” – “Non chiamiamola sentenza. Non chiamiamolo processo. Soprattutto, non chiamiamola giustizia. Tutto il castello crollerà, è certo, la verità verrà ristabilita, ma questo non basta in alcun modo a mitigare l’amarezza e lo sdegno”, ha affermato la presidente di Fininvest e figlia del Cavaliere, Marina Berlusconi. E ha aggiunto: “Questo processo è stato concepito per essere celebrato sulle pagine dei giornali e nei talk show, per sfregiare l’uomo individuato come il nemico politico da demolire e non per stabilire la verità dei fatti”.

19.16 – Il ministro Quagliariello: “Giornata nera per lo Stato di diritto” – Il ministro per le Riforme costituzionali ha spiegato che “oggi giunge in primo grado al peggior compimento possibile un processo per molti aspetti surreale, celebrato sulla base di indagini di cui abbiamo più volte documentato l’illegalità. Al tentativo di espellere Silvio Berlusconi e il centrodestra dalla vita democratica attraverso armi non convenzionali, la risposta sarà una determinazione ancora maggiore per tutto ciò in cui crediamo e per cui abbiamo sempre lottato dal 1994 fino ad oggi”.

19.03 – Salvini (Lega): “Dobbiamo mollare questo Paese di melma per ripartire” – Il segretario della Lega Lombarda ha avvertito su facebook che la sentenza “è la prova che la giustizia italiana è irriformabile” e “aiuta Berlusconi più che danneggiarlo, penso che il Governo debba cominciare a pregare”.

18.59 – Vendola: “Berlusconi liberi il campo dalla sua presenza” – “Credo che il nostro avversario debba essere sconfitto con la politica, credo che l’Italia avrebbe avuto il diritto di chiudere la stagione del berlusconismo. Questa sentenza è un carico di ombre veramente pesante, non c’è un posto al mondo in cui si può rimanere leader nella politica con un ombra così pesante, in nessuna parte del mondo con questo carico si potrebbe ricoprire il ruolo di capocondomino. Per questo Berlusconi farebbe bene a liberare il campo”, ha detto Nichi Vendola a SkyTg24. Il leader di Sel dice no al “doppio codice”, per il quale si è “garantisti con i ricchi e potenti e giustizialisti con i poveri cristi: sarebbe un ritorno al passato. A me -puntualizza- non piace l’urlo ‘in galera in galerà, ma credo che Berlusconi farebbe bene a sgomberare il campo dalla sua presenza”.

18.32 – D’addario: “La mia vita è stata già distrutta da Silvio, non commento” – Con le sue rivelazioni fece partire l’inchiesta sulle escort che avrebbero partecipato alle serate ad Arcore.

18.30 – Il ministro De Girolamo: “Vicende non inficiano tenuta governo” – “Berlusconi ha più volte ripetuto che le questioni giudiziarie che lo riguardano non inficeranno la tenuta del governo Letta”, commentando a margine del Consiglio dei ministri Ue la sentenza contro l’ex premier. “Certo – ha aggiunto la ministra – desta meraviglia che dopo tanti anni qualcuno tenta di eliminare l’avversario per vie giudiziarie e non attraverso le urne. D’altra parte con le urne non ci sono mai riusciti. Forse proveranno con i processi”.

18.27 – Pd avverte in una nota: “Rispettiamo le decisioni della magistratura” – “Il Partito Democratico prende atto della sentenza pronunciata dai giudici della quarta sezione del Tribunale penale di Milano nei confronti di Silvio Berlusconi”, si legge in una nota del partito. “Come sempre, il Pd esprime rispetto per le decisioni, di qualunque segno siano, che la magistratura prende nella propria autonomia”.

18.13 – Gasparri: “Non subiremo inerti tentativo di massacro” – “Sono allibito dalle modalità del giudizio e dalla abnorme sentenza dei giudici di Milano”, ha detto il vice presidente al Senato Maurizio Gasparri. “Oggi più che mai siamo con Silvio Berlusconi, denunciando la fase ulteriore di un attacco inaccettabile. A colpi di sentenza si vorrebbe demolire un nemico. Ma noi non potremo di certo subire inerti un tale tentativo di massacro. Che poi la sentenza abbia superato le già incredibili richieste dell’accusa la dice tutta sul clima in cui ci troviamo. Al nostro leader confermiamo il nostro sostegno, in ogni momento e per ogni decisione”.

18.10 – Alfano chiama Berlusconi: “Tieni duro, andiamo avanti” – “Ho appena chiamato il presidente Silvio Berlusconi per manifestargli la più profonda amarezza e l’immenso dolore di tutto il Popolo della libertà, per una sentenza contraria al comune senso di giustizia, al buon senso e peggiore di ogni peggiore aspettativa”, ha detto il vicepremier e segretario del Pdl, Angelino Alfano. “L’ho invitato, a nome del nostro movimento politico, a tenere duro e ad andare avanti a difesa dei valori, degli ideali e dei programmi di milioni di italiani”.

18.04 – Daniela Santanchè nega ripercussioni sul Governo – “La giustizia e il Governo sono cose diverse se il Governo fa le cose che servono il nostro sostegno è senza se e senza ma”, ha spiegato la parlamentare Pdl, precisando che “è una sentenza politica ma il governo non c’entra niente”.E ha aggiunto: “E’ uno schifo, una vergogna. Oggi la giustizia non è di casa. Sono voluta venire qui perché io che sono sempre dalla parte delle donne volevo vedere le tre donne che hanno giudicato il presidente Berlusconi. Sono rimasta troppo male, usare le donne, da parte di donne per una sentenza politica”.

 18.02 – Il senatore Pdl Lucio Malan: “Condanna senza prove e senza reato” – “Purtroppo”, ha aggiunto, “non solo Berlusconi, ma le migliaia di cittadini italiani che si trovano ad avere a che fare con la giustizia, non importa se come accusati o come vittime, devono sperare di non essere considerati nemici politici dal magistrato di turno, ma solo sulla base della legge e dei fatti. Spesso succede, ma troppo spesso no”.

17.52 – Cicchitto: “E’ evidente che la pacificazione salta” “E’ evidente che così la pacificazione salta, ma non è nostra responsabilità né dell’attuale governo. Quella di oggi è una sentenza da Tribunale Speciale che mette in evidenza l’esistenza di un’operazione in corso a Milano volta non solo a criminalizzare Berlusconi ma anche, se possibile, a buttare per aria il quadro politico esistente”, ha affermato Fabrizio Cicchitto del Pdl. “Personalmente rimango convinto che bisogna rispondere con la responsabilità all’irresponsabilità di un nucleo di magistrati politicizzati e di tutto l’apparato mediatico-finanziario editoriale che li sostiene. E’ in atto il tentativo di affermare in Italia una piena inciviltà giuiridica e una conseguente anomalia politica e istituzionale“.


17.49 – L’ex ministro Gelmini: “A Milano si amministra etica come in teocrazia” – “La giustizia del ‘te la faremo pagare’, a sentenza senza uno straccio di prova, nonostante la prova generale per una società del ‘grande fratello’ (e del molto denaro pubblico speso inutilmente in intercettazioni) ha trovato finalmente la sua rappresentazione finale”, ha avvertito Mariastella Gelmini, vicecapogruppo vicario del Pdl alla Camera. “Certa magistratura – a Milano, nel silenzio generale – non amministra la giustizia, bensì l’etica, nonostante le smentite di decine di testimoni e l’assenza di una prova: come accade in ogni teocrazia che si rispetti”.

17.41 – Renato Schifani: “Sentenza abnorme e surreale” – “D’altronde, aspettarsi dal tribunale di Milano una decisione favorevole al presidente Berlusconi è praticamente impossibile”, ha spiegato il presidente dei senatori del Pdl. “Una certa magistratura è capace di negare anche l’evidenza pur di colpire l’avversario politico di sempre. Un’anomalia che esiste soltanto nel nostro Paese, dove alcuni giudici, schierati sempre dalla stessa parte, provano a ribaltare il giudizio chiaro e inequivocabile di dieci milioni di italiani che si riconoscono nel presidente Berlusconi. E che non ne possono più di una persecuzione ingiusta e patologica”.

17.37 – Luca d’Alessandro (Pdl): “Questa sentenza è uno stupro del diritto”

17.34 – L’avvocato Niccolò Ghedini: “Fuori da ogni logica” – Il legale fa notare come “addirittura i giudici siano andati al di là delle richieste dei pm”. E aggiunge: “Lo diciamo da due anni e mezzo,tre anni, che qua, a Milano, questo processo non si poteva fare. E’ una sentenza larghissimamente attesa, faremo appello nei termini di quaranta giorni, dopo che verranno depositate le motivazioni tra novanta giorni”. Ghedini ha poi sottolineato ai cronisti come i giudici siano “andati al di là” rispetto alle richieste dei pm, non solo perchè hanno condannato il cavaliere a sette anni (la procura ne aveva chiesti sei), ma anche perchè lo hanno riconosciuto colpevole di concussione “per costrizione, invece che per induzione”. La stessa procura, ha aggiunto Ghedini, “non ha mai pensato che i funzionari della questura Ostuni e Iafrate siano stati costretti”. Ghedini ha ricordato come già nella sua arringa difensiva aveva “anticipato la mia convinzione che i giudici sarebbero andati oltre rispetto alla procura”. Sono quasi tre anni, ha concluso il legale, “che diciamo che qui questo processo non si poteva fare”. A chi gli ha chiesto se è arrivata una “sentenza politica”, Ghedini ha risposto: “Non è questione di politica o non politica, ma che siamo al di fuori della realtà processuale”.

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