In piedi davanti al consolato turco a Milano: è la protesta silenziosa a sostegno dei ragazzi di piazza Taksim, che da settimane si oppongono al governo Erdogan del premier turco contro le contestazioni, ora il movimento “Occupy Gezy” ha abbondonato le piazze, privilegiando riunioni in luoghi aperti ma meno centrali della città o scegliendo di rimanere immobili davanti alle sedi istituzionali. Gli studenti turchi, trasferitisi a Milano per frequentare l’università, sono in contatto costante con i loro coetanei tramite internet e i social network e appena finita la sessione d’esame “torneranno in Turchia per prendere parte alla protesta”. Si raccontano come una generazione in attesa, che prima d’ora non era mai scesa in piazza a protestare: “Non era nel nostro dna. Tutti si lamentavano e basta. Ora con quello che è accaduto a Gezi park qualcosa è cambiato e non si può più fermare”. “Erdogan non può parlare solo a chi l’ha votato, ci deve ascoltare”, dice Dicle Kockar, studentessa del Politecnico, che ha creato la pagina Occupy Gezi-Milano, per documentare la situazione a Istanbul e dintorni, e per contrastare l’informazione spesso “parziale” dei media turchi tradizionali. E’ Fila Suhan, cittadino italo-turco, a denunciare ai nostri microfoni, la scarsa obiettività della tv e dei quotidiani locali di Francesca Martelli

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