Il 4 aprile scorso aveva protestato davanti al Tribunale di Milano chiedendo di essere sentita e così sarà. Ruby, la marocchina che per la Procura di Milano fu ospite delle serate ad alto tasso erotico di Arcore, sarà ascoltata in aula come teste e persona offesa nel processo a carico di Fede, Mora e Minetti. Lo hanno deciso i giudici di Milano, nell’ambito del processo Ruby bis quello in cui gli imputati rispondono di induzione e favoreggiamento della prostituzione, che hanno disposto la sua convocazione per il prossimo 24 maggio. La marocchina non venne sentita – dopo essere stata convocata e non essersi presentata – nel processo a carico di Berlusconi. 

I giudici della V sezione penale, presidente del collegio Annamaria Gatto, hanno deciso, dunque, di convocare la giovane marocchina per la deposizione in aula, una ‘scelta’ di cui si era già parlato informalmente nelle scorse udienze, soprattutto perché le parti avevano rinunciato alla testimonianza della ragazza e alcune difese non avevano dato il consenso all’acquisizione dei suoi verbali resi in fase di indagini.

I giudici, inoltre, hanno deciso anche di sentire in aula Barbara Guerra e Iris Berardi, due delle ragazze che si sono costituite parti civili nel processo (la prima ha ritirato la sua costituzione dopo un accordo con Nicole Minetti). Le due verranno ascoltate nell’udienza del 17 maggio. Sarà la procura a dover effettuare la citazione sia delle due ragazze che di Ruby. Nella prossima udienza, invece, fissata per il 10 maggio, verrà ascoltato l’ultimo testimone della difesa di Emilio Fede e ci sarà l’interrogatorio dell’ex direttore del Tg4.

Guerra, infatti, ha ritirato  attraverso il suo legale, l’avvocato Luigi Faggella, la costituzione di parte civile che era stata presentata contro l’ex consigliera regionale. “C’è stato un chiarimento tra loro due”, ha spiegato il difensore. Ai cronisti che gli hanno chiesto se ci sia stato un risarcimento economico da parte della Minetti, il legale ha risposto: “Non lo so, direi di no”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Piemonte, dalle briglie per cavallo allo spumante: 52 consiglieri e Cota indagati

next
Articolo Successivo

Lucia Uva, Patrizia Aldrovandi, Ilaria Cucchi e le altre donne che non si arrendono

next