Sembra profilarsi una larga vittoria del centrosinistra nelle elezioni politiche in Romania. La coalizione che fa capo al premier quarantenne Victor Ponta, l’Unione sociale liberale (Usl), secondo gli exit poll diffusi dalla tv pubblica, ha raccolto il 57,58% dei voti. Al fronte conservatore (Ard) guidato dal presidente Traian Basescu è andato il 18,87%. ”E’ una chiara vittoria contro il regime di Traian Basescu”, ha detto a caldo uno dei leader dell’Usl, il presidente del Senato Crin Antonescu.

Sempre secondo gli exit poll, avrebbero superato lo sbarramento del 5% necessario per ottenere seggi al Parlamento anche altre due formazioni: il Partito del Popolo di Dan Diaconescu , il tycoon proprietario del canale televisivo Otv, con il 14%, e l’Unione democratica dei magiari di Romania con circa il 6%.

La vittoria dell’Unione sociale liberale era annunciata, dopo un anno caratterizzato da cambi di governo, misure d’austerità e tentativi di impeachment. Nominato nel maggio scorso dopo la caduta dell’esecutivo guidato da Mihai Razvan Ungureanu, Ponta è il terzo premier rumeno dall’inizio dell’anno. L’unico a non aver mostrato un atteggiamento deferente nei confronti del capo di Stato Basescu, col quale s’è scontrato più volte nell’ultimo anno, tanto da indire un referendum per destituirlo, dall’esito negativo: all’epoca vinse l’astensione, ma l’87% dei votanti si espresse contro il presidente.

Ponta non nasconde la sua soddisfazione: “La Romania ha votato per il futuro, non per il passato. I cittadini hanno confermato che le bugie non portano risultati, votando con la mente e con il cuore. Abbiamo vinto una battaglia estremamente importante e dopo questo breve momento di gioia per la vittoria, a partire da domani ci sarà da lavorare sodo”. Il premier parla di un risultato elettorale “estremamente chiaro” e promette, con una punta polemica, che l’opposizione sarà trattata con rispetto, “così come non siamo stati trattati noi“.

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