La nuova ondata di migranti che raggiunge le coste italiane ha scelto nuovamente Lampedusa come terra di approdo. Tra giovedì e venerdì 159 persone hanno raggiunto la maggiore delle Pelagie. Il primo gruppo ha toccato l’isola autonomamente poco prima della mezzanotte. Un peschereccio di circa quindici metri è approdato al porto commerciale e 82 giovani tunisini sono scesi a terra tentando di darsi alla fuga e poi bloccati dall’intervento dei carabinieri. Radunati alla stazione marittima e accertato il buono stato di salute i giovani “harraga” sono stati condotti al centro di accoglienza di Contrada Imbriacola. Qualche ora prima di questo episodio una nave della Marina Militare Italiana impegnata in missione di sorveglianza pesca aveva soccorso 77 profughi di etnia subsahariana. Navigavano su un gommone con evidenti difficoltà a oltre sessanta miglia a sud di Lampedusa. Tra loro vi erano anche tredici donne e due bambini, uno dei quali è stato condotto a Lampedusa con l’elicottero di bordo della Marina. Accertate le condizioni di salute presso la guardia medica del locale poliambulatorio, il piccolo è stato trasferito al centro in attesa di ricongiungersi con i genitori. Il resto dei migranti è giunto a terra alle nove del mattino seguente, dopo che la nave classe “Lavinia” si è posizionata sottocosta in prossimità di Cala Madonna e ha trasbordato i profughi su una unità navale della Capitaneria di Porto di Lampedusa. Nell’arco delle stesse 24 ore altri migranti hanno raggiunto Pantelleria e Marettimo. Rispettivamente otto sulla prima e quaranta sulla seconda  di Mauro Seminara

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