Ho chiesto a una storica elettrice dell’attuale centrosinistra bollito e ripassato in padella: “Compagna (perché se la chiamo signora si ingrugnisce), tu che hai votato fin da piccola Pci e poi tutte le sigle in cui si è smarrito, che ne pensi del Polo della Speranza?”. “PdS? mi pare che abbiamo già dato”. “Ma no, questa è una nuova locazione: dovrebbe abitarla Bersani, che è tanto una brava persona, Vendola, che se gli gira sa farti sognare, e un eventuale ‘terzo di comodo’, sul quale si preferisce glissare”.

“Hanno reciclato la foto di Vasto?”. “Sì, ma dall’inquadratura è stato espunto Di Pietro, che è tanto qualunquista-antagonista, e forse ci mettono Casini, che invece ha bivaccato col Nemico. Tu che fai? Ce l’hai ancora un po’ di speranza da investire?”. Mi ha guardata con appassionato languore: “La speranza è la prima a morire. Restano la pazienza e l’ironia. Ma anche loro, ormai, stanno in fin di vita”.

Il Fatto Quotidiano, 3 Agosto 2012

Sostieni ilfattoquotidiano.it: se credi nelle nostre battaglie, combatti con noi!

Sostenere ilfattoquotidiano.it vuol dire due cose: permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti, gratuito per tutti. Ma anche essere parte attiva di una comunità e fare la propria parte per portare avanti insieme le battaglie in cui crediamo con idee, testimonianze e partecipazione. Il tuo contributo è fondamentale. Sostieni ora

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili

C'era una volta la Sinistra

di Antonio Padellaro e Silvia Truzzi 12€ Acquista
Articolo Precedente

Marketing politico. Il nuovo gioco dell’estate? Costruire Poli

next
Articolo Successivo

Elezioni, la linea del Pd sulle alleanze: “Si fanno dopo il voto”. “No, prima”

next