Il Pd non avrebbe partecipato alle nomine Rai. Per questo Bersani aveva chiesto aiuto a una rosa di quattro associazioni (‘Se non ora quando’, ‘Libera’, ‘Libertà e Giustizia’ e il ‘Comitato per la libertà e il diritto all’informazione’) incaricate di suggerire i nomi dei candidati da sottoporre alla commissione di Vigilanza. Oggi, come anticipato dal fattoquotidiano.it, si è svolta la riunione decisiva per trovare la quadra e dopo sei ore di confronto è stato trovato l’accordo su Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi.

Il segretario dei democratici è convinto che il metodo abbia funzionato, a dispetto delle critiche raccolte anche nel suo partito, e intende riproporlo ora per un altro capitolo spinoso, la riforma della governance Rai. “Siamo orgogliosi di sostenere queste personalità, di cui ovviamente rispetteremo l’assoluta indipendenza”, ha detto Bersani che non intende lasciarsi condizionare da chi ha subito puntato il dito contro l’inesperienza dei due candidati sul mondo della tv. L’ex magistrato di Mani pulite, si fa notare al Nazareno, è un esperto di diritto societario. La figlia di Walter Tobagi, ucciso dalle Br nel 1980, ha acquisito una grande autorevolezza come giornalista e scrittrice. “Accolgo senz’altro l’invito a un confronto immediato sui temi dell’informazione e di riforme più generali rivoltomi dalle associazioni”, ha assicurato Bersani, “mi auguro che questa vicenda segni un punto di partenza perche’ la politica e l’impegno civico, nella loro autonomia, migliorino nel profondo il nostro Paese”. Colombo stasera, ai microfoni de La Zanzara di Radio 24, si è detto “disponibile a fare questa nuova esperienza in Rai, ho dovuto mandare anche un curriculum vitae”. Poi ha aggiunto di non avere parlato con Bersani, ma soltanto con le associazioni.

Nel partito però sorgono anche alcune critiche, tanto più dopo che le associazioni cattoliche si sono invece rifiutate di indicare loro candidati e hanno stigmatizzato il “criterio deplorevole”. Una linea condivisa nel Pd da Beppe Fioroni, che già aveva invitato Monti a nominare direttamente i 7 consiglieri (oltre all’azionista del Tesoro Marco Pinto e all’indicazione del presidente Luigi Gubitosi).”La politica deve decidere se vuole una riforma sostanziale della governance della Rai con il coinvolgimento della società civile”, ha detto, ma “in modo trasparente”. Altrimenti “anche apprezzabili tentativi finora fatti non garantiscono appieno il superamento di logiche spartitorie, ideologiche o di parte, ha assicurato. Un invito a valutare con attenzione il documento del Forum dei cattolici è arrivato anche da Giorgio Merlo, componente della Vigilanza come Mauro Ceruti, ben più duro con il segretario. Il rischio, ha detto il senatore, è che “pur con persone eticamente autorevoli si torni a logiche spartitorie odi appartenenza ovvero di mettere un cerotto che non cura lamalattia”. Sprezzante Mario Adinolfi, al suo debutto oggi alla Camera. Colombo e Tobagi “sono persone inadatte alla Rai”, ha commentato, e “Bersani è in confusione”.

Tra le associazioni, “Se non ora quando” ha avanzato a Zavoli la proposta di una rosa di sei nomi di donne per il prossimo cda. Sei candidature “di indiscusso valore ed esperienza che variamente contribuiscono a rendere l’Italia un ‘Paese per donne’: Dacia Maraini, Chiara Saraceno, Lorella Zanardo, Flavia Nardelli, Benedetta Tobagi, Evelina Christillin“. Nel giorno in cui si chiude la presentazione del curriculum alla Vigilanza, il presidente Zavoli ha detto che “alle 19.30 le candidature pervenute agli uffici della commissione erano 193. Quindi non è difficile ipotizzare che al termine fissato per le 21 saranno circa 200”.  Zavoli trova che questa partecipazione sia “un atto di fiducia da parte della società civile” e per consentire un’adeguata valutazione dei cv, domani ha intenzione di convocare l’ufficio di presidenza. Lì avanzerà “la proposta di dare altri tre giorni di tempo ai commissari prima di iniziare a votare: l’ipotesi è che la commissione possa riunirsi lunedì prossimo per iniziare a votare e non questo giovedì”.

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