Rai, Agcom e Privacy, si chiude la partita. E’ stata nominata presidente della Rai Anna Maria Tarantola, vicedirettore generale della Banca d’Italia. La Tarantola è stata individuata come la figura adatta per “gestire” l’azienda di viale Mazzini. Luigi Gubitosi è stato invece “candidato” come direttore generale, mentre il rappresentante del Tesoro nel consiglio d’amministrazione è Marco Pinto anziché Andrea Montanino, inizialmente in pole position.

Quanto a Gubitosi la precisazione di Monti (che l’ha definito “candidato”) è stata chiamata dalle proteste che si sono subito levate sia dal Pd che dal Pdl: il direttore generale, infatti, viene nominato dal cda e non dal governo. La candidatura di Gubitosi passerà dunque al vaglio della Commissione di Vigilanza e del cda. La scelta di Tarantola e Gubitosi è stata fatta per dare “solidità gestionale”. Da qui la conferma di aver esaminato anche i curricula di Carlo Freccero e Michele Santoro, che si erano autocandidati a presidenza e direzione generale, ma – ha spiegato Monti – non si trattava di scegliere autori di programmi di giornalismo o di direttori di canali televisivi, ma figure che appunto dessero stabilità economica e finanziaria alla Rai. 

Poi un appello ai partiti: “Auspico che le forze politiche, se lo riterranno opportuno, adottino i medesimi criteri di professionalità e indipendenza per l’individuazione degli altri membri del Cda della Rai”.

VIDEO – MONTI SU FRECCERO E SANTORO: “NON E’ UN CONCORSO DI ABILITA'”

Sulla Rai il consiglio dei ministri ha anche approvato modifiche alla governance per render “più efficiente ed efficace la gestione e renderla meno permanentemente sottoposta all’esame e al vaglio del consiglio di amministrazione” ha spiegato il presidente del Consiglio. Le spese tra 2,5 e 10 milioni di euro – tra le altre cose – potranno essere decise direttamente dal direttore generale della Rai, senza dover chiedere l’autorizzazione del consiglio di amministrazione. Monti ha anche ringraziato i vertici uscenti Paolo Garimberti e Lorenza Lei “per aver assicurato il governo dell’azienda in una situazione complessa. Abbiamo però preferito ispirarci ad un criterio di complessivo rinnovamento”.

 Angelo Marcello Cardani, come già anticipato nei giorni scorsi, è stato indicato dal governo come nuovo presidente Agcom. Mario Sebastiani guiderà invece l’Authority sui Trasporti (di nuova istituzione).  

ANNA MARIA TARANTOLA – Si occuperà in primo luogo dei conti della Rai. Il Pd, per parte sua, ha dichiarato che non interverrà sulle nomine Rai. Il nome del presidente deve passare al vaglio della commissione di Vigilanza Rai, dove occorrerà il via libera dei due terzi dei suoi componenti. Non ci sono accordi, quindi si potrebbe arrivare a una situazione di stallo. In questo caso il governo sarebbe libero di commissariare il servizio pubblico. La nomina della Tarantola suscita una certa preoccupazione negli ambienti del cda e del Pdl, relativi ai conti dell’azienda.

Il neo presidente Rai dal 20 gennaio del 2009 è vice direttore generale di Bankitalia, e nel corso della sua carriera ha espletato numerosi incarichi sia in Italia sia all’estero, rappresentando la Banca in diversi comitati come il Banking Supervision Committee, il Comitato di Sicurezza Finanziaria e il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Oggi Tarantola era alla presentazione del rapporto sull’Economia della Lombardia ad Assolombarda, quando, nel pomeriggio, ha ricevuto una telefonata e si è appartata per una decina di minuti.

Laureata in Economia e Commercio all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 1969 con una tesi su ‘Teorie neoclassiche e Keynesiane di fronte ai problemi monetari internazionalì, Tarantola ha proseguito gli studi come ricercatore presso la London School of Economics per il conseguimento del titolo di Master of Philosophy in Economics. L’arruolamento in Banca d’Italia arriva nel 1971 all’Ufficio Vigilanza I della Sede di Milano. Nel 1996 è nominata direttore della succursale di Varese, e nel 1998 è alla sede di Milano come titolare della direzione intermedia di Vigilanza-Cambi. Dal 2002 al settembre 2005 è direttore della filiale di Brescia e successivamente, della sede di Bologna. Nell’aprile 2006 è nominata funzionario generale preposto all’Area Bilancio e controllo con la qualifica di Ragioniere generale; nel febbraio 2007 assume la carica di funzionario generale preposto all’Area Vigilanza bancaria e finanziaria, mantenendo ad interim la sovrintendenza dell’Area Bilancio e controllo fino al luglio 2008. Tarantola ha anche una carriera accademica come docente a contratto di Controlli pubblici nel settore creditizio presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. 

LUIGI GUBITOSI –  Sarebbe invece frutto dell’accordo con il Pdl. Uomo dell’Opus dei, è vicino a Gianfranco Comanducci, tra i manager Rai più prossimi al Cavaliere. E’ stato amministratore delegato di Wind fino al 27 aprile 2011 e dall’86 al 2005 ha ricoperto vari incarichi nel gruppo Fiat. Il consigliere di riferimento è invece Marco Pinto. Le nomine per il vertice dell’azienda di viale Mazzini sono fatte, anche se manca l’ufficialità con una dichiarazione dello stesso premier, che ha l’interim del ministero dell’Economia – azionista Rai pressoché totale con il 99,6%, il residuo é Siae – e a cui formalmente compete indicare i nomi. Dei tre, quello del presidente deve passare al vaglio della commissione di Vigilanza Rai, dove occorrerà il via libera dei due terzi dei suoi componenti. Luigi Gubitosi, secondo quanto riportava Repubblica il 7 febbraio 2011, “si è fatto presentare al potente sottosegretario Gianni Letta da Luigi Bisignani, uomo considerato lo snodo delle più importanti nomine pubbliche del paese”.

Nato a Napoli il 22 maggio 1961 è laureato in giurisprudenza; in seguito frequenta la London school of economics, dove svolge studi di economia, e consegue un master in business administration, all’Insead di Fontainebleau. Nel corso della sua carriera professionale è passato per alcune delle più grandi società internazionali, come la Fiat, dove dal 1986 al luglio 2005 ha ricoperto diversi incarichi nel gruppo Fiat: chief financial officer, vice presidente e responsabile tesoreria del gruppo. In quasi 20 anni di lavoro all’interno dell’azienda torinese, Gubitosi ha inoltre ricoperto gli incarichi di: presidente del consiglio di amministrazione di Fiat partecipazioni e membro del consiglio di amministrazione di Fiat auto, Ferrari, Cnh, Iveco, Itedi, Comau e Magneti Marelli. Nel 2005 entra in Wind telecomunicazioni, con la carica di direttore finanziario; nel 2007 viene nominato amministratore delegato, ruolo che ricoprirà fino all’aprile al 2011. Nel novembre dello stesso anno viene designato country manager e responsabile del corporate investment banking della Bank of America per l’Italia, ruolo che ricopre in maniera ufficiale dal primo dicembre 2011. Luigi Gubitosi è stato, inoltre, membro del consiglio di amministrazione di Cometa, fondo pensione dei metalmeccanici e del comitato organizzatore delle Olimpiadi di Scacchi di Torino 2006. Insegna finanza aziendale internazionale presso l’Università Luiss Guido Carli.

Nella scelta per il presidente della Rai e per il Direttore generale Monti ha detto che il governo ha preso in considerazione anche i curriula di Michele Santoro e Carlo Freccero. “Non era un concorso di abilità giornalistica – ha detto il presidente del Consiglio- o di direzione di canali” e per questo sono state privilegiate altri tipi di competenze, in particolare “quelle gestionali”.

Già mercoledì prossimo è in programma l’assemblea e in quella occasione l’azionista indicherà ufficialmente i nomi prescelti. Resterà però da nominare il nuovo Cda, ovvero i sette componenti di pertinenza della commissione di Vigilanza che a questo punto è prevedibile apra il seggio elettorale a stretto giro di posta. 

ANGELO MARIA CARDANI – E’ un bocconiano di lungo corso, maanche un amico personale del premier Mario Monti, con cui ha condiviso gli anni di Bruxelles. Nei prossimi sette anni all’Agcom dovrà gestire partite delicate come l’asta delle frequenze tv, la regolamentazione del copyright sul web e della nuova rete in fibra ottica e la questione dell’emendamento sull’ultimo miglio della rete di Telecom Italia. Docente di Economia alla Bocconi, dove si è anche laureato, Cardani è nato il il 26 luglio 1949. Dopo il Master of Science in Economia alla London School of Economics and Political Science, ha intrapreso una lunga carriera accademica. Professore associato di Economia politica e Direttore del Biemf (Bachelor degree in International Economics, Management and Finance), dal 1995 al 1999, in aspettativa, è stato membro del gabinetto dell’allora commissario europeo Monti responsabile per il mercato interno, i servizi finanziari e la tassazione e dal 1999 al 2004, sempre in aspettativa, capo di gabinetto aggiunto del commissario Monti responsabile per la politica della concorrenza. Sono gli anni di battaglie celebri, come quella che costò una multa record da 497 milioni di euro al colosso Microsoft per violazione delle norme antitrust.

Cardani è stato direttore generale e membro del consiglio di amministrazione dell’International Management Institute of St. Petersburg (Imisp), docente di Economia politica alla SDA Bocconi, Visiting fellow al National Bureau of Economic Research di New York e Visiting assistant professor of Economics alla New York University. Dal 1992 al 1995 è stato consulente dell’United Nations Development Programme per lo sviluppo manageriale dell’Est Europa. Numerosissime le sue pubblicazioni in materie come produzione, struttura e comportamento delle organizzazioni produttive, economia europea, economia della concorrenza. Dopo l’elezione da parte del Parlamento – tra le polemiche – dei commissari dell’Agcom, quattro e non più otto dopo la cura dimagrante legata al decreto Salva Italia, ci vorrà ancora qualche giorno prima che Cardani approdi sulla poltrona che negli ultimi sette anni è stata di Corrado Calabrò: in base alla legge, infatti, la nomina del presidente dell’Agcom viene ratificata con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del presidente del Consiglio, d’intesa con il ministro dello Sviluppo economico, previo parere delle commissioni parlamentari competenti.