Corruzione, tangenti, imprenditoria e politica compromessa. Vent’anni dopo il mondo dell’informazione si interroga su Mani Pulite e lo scenario degli anni Novanta non sembra cambiato di molto. Lo sanno bene Peter Gomez, direttore de ilfattoquotidiano.it, e il vicedirettore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio, che hanno aperto la terza giornata della festa nazionale del giornale al circolo Fuori Orario intitolata “Mani Pulite: vent’anni e non sentirli!”.

Sul palco all’aperto di Taneto di Gattatico, tra Parma e Reggio Emilia, il comico Dario Vergassola ha moderato l’incontro che ha riportato alla memoria del pubblico gli anni degli arresti e delle confessioni di politici e imprenditori che hanno segnato la fine della Prima Repubblica. Ma che hanno anche cambiato il modo di fare informazione. “Finalmente si cominciò a scrivere quello che prima non si era mai potuto fare – racconta Gomez – I cattivi diventarono i politici e si diffuse l’idea che la corruzione fosse legata solo a quella classe politica. Ma erroneamente si lasciarono fuori gli imprenditori, perché molti giornali erano editi proprio da coloro che pagavano le tangenti”.

A distanza di anni però, il problema dell’Italia è ancora la corruzione legata alla politica e ai partiti, che a differenza di allora, come ha sottolineato Travaglio, “oggi sono coperti d’oro. Dal finanziamento pubblico, bocciato dopo Tangentopoli, si passa ai rimborsi elettorali che si gonfiano nel corso degli anni. Il problema è che se i soldi dipendessero dalla volontà dei cittadini, i partiti sarebbero costretti a rendersi credibili”. Secondo Travaglio i soldi “rubati” sarebbero anche la prima causa della crescita zero dell’Italia. “Siamo un Paese che esternalizza le proprie colpe, come se dipendesse tutto da fattori esterni: le Torri Gemelle, il terremoto dell’Aquila, le alluvioni. E invece i problemi dell’Italia da vent’anni sono la corruzione, l’evasione fiscale, l’impossibilità di toccare il patrimonio della mafia e la criminalità finanziaria”.

L’ambiente politico corrotto è stato tema centrale anche dell’incontro con i giornalisti Ferruccio Sansa e Wanda Marra, che hanno presentato il libro “Il sottobosco. Berlusconiani, dalemiani, centristi uniti nel nome degli affari”, introdotto dalle vignette di Mario Natangelo. Una storia di corruzione che, al di là della casta e dei grandi nomi della politica, punta il dito invece verso l’ambiente fatto di persone semisconosciute che gravitano intorno a chi le decisioni le prende. “In questi anni si è sempre guardato con sospetto alla casta, ma c’è tutto un sistema in mezzo, anello di congiunzione tra i politici e i cittadini – spiega Sansa – in cui ci sono persone che combattono battaglie per i benefici di tutti”. A ben guardare, in questo sottobosco le differenze tra centrodestra e centrosinistra si perdono. “Gli scandali colpiscono allo stesso modo l’una e l’altra parte. È per questo che la cosa più difficile è decidere a chi dare fiducia”. La parola passa poi al pubblico presente. Trasparenza, legalità, meritocrazia, ma anche voglia di costruire una politica diversa sono i concetti su cui si discute a pochi chilometri da Parma, che ha da poco eletto un sindaco del Movimento 5 stelle, e dalle zone martoriate dal terremoto, dove la popolazione aspetta di ricominciare a vivere e a lavorare.  

La giornata è calda, ma le persone che arrivano a Taneto non si stancano di ascoltare e il pubblico cresce quando arriva il momento di Nando Dalla Chiesa e Antonio Ingroia (presente in collegamento streaming per motivi di salute) che rispondono alle domande dei giornalisti Silvia Truzzi e Alessandro Ferrucci. Si parla di mafia, ma anche della trattativa con lo Stato, in riferimento al recente coinvolgimento nell’inchiesta dell’ex ministro Mancino. “Tutti i cittadini ricordano benissimo quello che stava succedendo all’epoca – dice Ingroia – ma alcune persone hanno cominciato a ricordare solo ora, quando sono emersi i fatti”. Duro anche il commento di Dalla Chiesa, che sul problema di mafia e corruzione sottolinea come “quello che noi chiamiamo problema, per una parte della politica rappresenti una risorsa”.

Per tutti i tifosi non è mancato il momento dedicato al calcio con la partita della Nazionale agli Europei, prima del gran finale dedicato ancora una volta alla musica. Bandabardò, Cisco, Daniele Silvestri, Vinicio Capossela, Antonella Ruggiero e molti altri i protagonisti del concertone dedicato alle popolazioni colpite dal terremoto, che ha visto anche la partecipazione straordinaria di Sabrina Impacciatore. Le canzoni rimbalzano dal palco alle bancarelle di artigianato fuori dal locale. La gente ascolta, canta, si tiene stretta. Dopo gli incontri, i dibattiti, i confronti, anche le parole si perdono nel buio. La festa è davvero finita.