L’ex ministro Dc, Calogero Mannino, secondo la Procura di Palermo, avrebbe avviato nel 1992 i contatti fra Stato e Mafia al fine di “sollecitare eventuali richieste di Cosa nostra e far cessare la programmata strategia omicidiario-stragista già avviata con l’omicidio Lima”. Nell’intervista rilasciata alla giornalista di Servizio Pubblico, Dina Lauricella, risponde alle accuse e parte attaccando la cronista del Fatto, Sandra Amurri, che in un articolo ha raccontato di essere stata testimone di una conversazione in un bar, a pochi passi da Montecitorio, tra il deputato Mannino e l’europarlamentare Giuseppe Gargani. L’inviata del Fatto riportava le seguenti frasi da attribuire a Mannino: “Massimo Ciancimino ha detto la verità”. Nelle parole pronunciate dal politico siciliano, emergeva la preoccupazione per il ruolo della sinistra Dc e di Ciriaco De Mita nelle pressioni per ammorbidire il carcere duro per i boss di Cosa nostra nel 1992-1993. “Per quanto riguarda il contenuto della conversazione tra l’onorevole Mannino e l’europarlamentare Gargani – dichiara Amurri -, l’ho riferito a verbale con gli inquirenti, l’ho scritto sul mio giornale e l’ho ripetuto sotto giuramento come testimone al processo Mori-Obinnu che si sta svolgendo a Palermo e continuerò a farlo in ogni sede che i magistrati riterranno necessario. Per quanto, invece, afferma l’indagato Mannino, mi limito – continua – a ricordare che non ho origliato una conversazione telefonica tra lui e Gargani in quanto i due – afferma – non si parlavano al telefono essendo distanti l’uno dall’altro non più di 50 cm e non stavano sorseggiando il caffè”

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