Cinque anni di carcere per Silvio Berlusconi sono stati chiesti oggi al processo Mills dal pm di Milano Fabio De Pasquale, che ha anche chiarito che “il reato non è ancora prescritto”. Il pm durante la requisitoria ha sostenuto come quella di Berlusconi fosse una difesa “basata su carte false” che vuole dimostrare la provenienza del denaro dall’armatore Diego Attanasio, e non da Berlusconi” attraverso “una fittizia sequenza di carte”. Lo ha detto il pm Fabio De Pasquale durante la requisitoria al processo ‘Mills’ a carico dell’ex premier, accusato di corruzione in atti giudiziari. Il rappresentante della pubblica accusa ha spiegato che la difesa di Berlusconi e’ “obsoleta” perché uguale, in sostanza, a quella sostenuta dal 2006, e ‘superata’ dalla riconosciuta colpevolezza di Mills, condannato in secondo grado e la cui posizione e’ stata poi prescritta dalla Cassazione. “La cosa fondamentale – ha argomentato De Pasquale – è che dal patrimonio di Attanasio non ci sono ammanchi, come ammette lo stesso Mills. Se Mills ha ricevuto dei soldi, da dove vengono questi soldi?”. La consulenza tecnica della difesa, illustrata da Claudia Tavernari, secondo il pm “non ha convinto nessuno, piu’ che descrivere fatti contabili porta delle tesi” attraverso “carte poste in essere solo allo scopo d’ingannare”. Le movimentazioni di denaro prospettate dalla difesa “non hanno logica d’investimento”. E l’avvocato di parte civile, Gabriella Vanadia, ha anche chiesto che Silvio Berlusconi, in solido con David Mills, risarcisca alla Presidenza del Consiglio 250 mila euro per i danni morali e di immagine.

Per Niccolò Ghedini la richiesta di pena a cinque anni è “infondata”. “Auspico – ha dichiarato il legale del Cavaliere – che il Tribunale voglia assolvere Berlusconi”. Intanto il processo è stato aggiornato al 25 febbraio prossimo, dopo che la Corte d’Appello deciderà sulla richiesta di ricusazione dei giudici avanzata dal leader del Pdl. Per quella data i legali dell’ex premier proseguiranno le loro arringhe difensive. Nel pomeriggio, in particolare Ghedini, ha ricostruito tutte le dichiarazioni rese a verbale in vari momenti da David Mills.

Per quanto riguarda la prescrizione, invece, secondo De Pasquale la data da cui far scattare le lancette della prescrizione, a suo giudizio, è il febbraio del 2000 e non l’11 novembre 1999, come hanno indicato i giudici della Corte di Cassazione nella loro sentenza per il processo gemello a carico del legale inglese. Per il magistrato i termini di prescrizione in questo procedimento scadono dunque a maggio. Quindi, secondo il calcolo di De Pasquale, la prescrizione del reato contestato a Berlusconi, a seconda di alcune variabili offerte anche dalla giurisprudenza, cade tra il 3 maggio e la metà di luglio di quest’anno.

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