Le sedi di Equitalia ancora sotto attacco. E’ successo questa notte a Foggia dove un ordigno rudimentale è esploso distruggendo la saracinesca e gli interni dell’edificio. L’attentato va ad aggiingersi a quello avenuto nella notte del 30 dicembre a Modena dove un incendio è stato appiccato alla sede locale della società di riscossione dei tributi e al pacco bomba di Roma del 9 dicembre quando l’esplosione ha staccato una falange al direttore generale di Equitalia spa, Marco Cuccagna.

A Foggia l’ordigno rudimentale fatto esplodere nella notte davanti alla sede di Equitalia, in via Portogallo, nel quartiere Macchia Gialla, ha causato danni sono ingenti. L’esplosione ha distrutto la saracinesca del locale e gli arredi che erano collocati all’ingresso. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia scientifica. Indagini sono in corso per identificare i responsabili dell’attentato.

La Digos indaga anche su un attentato incendiario alla sede modenese di Equitalia avvenuto nella notte, tra giovedì e venerdì, in via Emilia Ovest, quando è stato dato fuoco alle vetrine della sede, al primo piano di una galleria commerciale. L’allarme è stato dato quando alcuni residenti della zona hanno visto il pavimento annerito. L’azione è di origine dolosa, secondo gli investigatori, ma si cerca di capire se vi siano tracce di detonanti o se si tratti di un semplice incendio. Nella galleria sono installate telecamere che potrebbero aver ripreso immagini utili alle indagini. I danni sono lievi, praticamente limitati all’ annerimento di due vetrine. E questa mattina sui gradini della sede di Torino di Equitalia è stata rinvenuta una cassetta della frutta sul cui fondo era stato scritto a vernice il messaggio: “Gli italiani augurano a Equitalia un altro anno ricco di successi”.

“Le indagini sui pacchi bomba destinati a istituzioni e sedi di agenzie di riscossione ed Equitalia procedono e stanno per dare frutti, ma occorre vigilare”. A sottolinearlo, il capo della polizia, Antonio Manganelli, ieri sera a Napoli in visita alla Sala operativa della Questura per portare il suo saluto ad agenti e funzionari in servizio nella notte di San Silvestro. “C’è un salto in avanti dell’area anarcoinsurrezionalista – ragiona Manganelli – assistiamo a uno sviluppo di un fenomeno nuovo, dallo spontaneismo del singolo dentro l’associazione anarchica a una vera organizzazione, una sorta di network internazionale con scambio di favori e azioni prodromiche a fatti di sangue”. “Crediamo di aver individuato autori e matrici dei gesti. Ma un pacco bomba singolo resta un atto difficile da prevenire, bisogna stare attenti”, conclude.

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