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Metteva la candeggina nel caffè della moglie che voleva separarsi: il marito in carcere

Ottavio Minzera è accusato di tentate lesioni dopo che la moglie lo aveva incastrato con il filmato di una telecamera nascosta. La donna aveva inizialmente inteso il gesto come un tentativo di riavvicinamento
Metteva la candeggina nel caffè della moglie che voleva separarsi: il marito in carcere
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Aveva iniziato ad accusare malesseri dopo il caffè della mattina, poi era arrivata la conferma grazie a una telecamera nascosta: così una donna pistoiese ha scoperto che il marito versava della candeggina nella tazzina che le preparava per il giorno successivo. Un gesto che aveva inizialmente letto come un tentativo di riavvicinamento dopo che lei aveva manifestato l’intenzione di separarsi, ma che si è trasformata in un campanello d’allarme dopo i primi sintomi: bruciore allo stomaco, mal di testa e sudorazione fredda.

Il 24 aprile la donna si era presentata dai carabinieri con il filmato e la tazzina incriminata e il 9 maggio era stata ricoverata all’ospedale San Jacopo di Pistoia per un malore. Dal 12 maggio Ottavio Minzera, carpentiere 55enne, si trova nel carcere Santa Caterina in Brana di Pistoia con l’accusa di tentate lesioni ai danni della moglie.

Come riportato dal quotidiano La Nazione, le analisi tossicologiche disposte dalla procura di Pistoia hanno confermato che nella tazzina era presente una sostanza chimica disgorgante riconducibile alla candeggina. Il sostituto procuratore Claudio Curreli, che guida le indagini, ha disposto successive analisi sul quantitativo complessivo di sostanza tossica a cui la vittima potrebbe essere stata esposta nelle settimane precedenti alla denuncia: gli accertamenti hanno infatti stabilito che la sostanza rinvenuta, se assunta una sola volta, non sarebbe stata sufficiente a provocare conseguenze gravi o letali, mentre lo scenario sarebbe più grave nel caso di assunzioni ripetute e continuate nel tempo.

La procura contesta formalmente il reato di tentate lesioni, ma l’ipotesi di reato per cui l’uomo risulta indagato è quella di tentato avvelenamento ai danni della moglie.

Minzera, interrogato in carcere dalla giudice per le indagini preliminari Patrizia Martucci, aveva risposto a tutte le domande respingendo ogni accusa. A giugno scorso è stata respinta dai giudici del Riesame la revisione della misura cautelare dal carcere agli arresti domiciliari in altro domicilio dalla casa familiare, richiesta dall’avvocato difensore.

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