Il fervore con cui Paolo Romani difende tutti i cancelli che tengono al sicuro la roba del Capo è ammirevole. Corre di qua e di là. Se qualcuno si avvicina alle frequenze che voleva regalare a Mediaset tramite il Beauty contest, il concorso di bellezza, ringhia anche a Natale. Per troppo affanno gli salta il vocabolario e la logica: “Ripartire da zero significa mettere a rischio gli investimenti che gli operatori possono programmare su quelle risorse frequenziali”. Ma se sono così preziose da programmarci investimenti, perché dovrebbero essere cedute gratuitamente dallo Stato che le possiede?

L’ingratitudine verso il suo amato Cavaliere gli ha rovinato la festa per la nomina a “rappresentate personale” del ministro Passera in Afghanistan e Iarq. Cosa c’entri lui, così elegante, tra quelle polveri orientali se lo sono chiesto in molti. Probabile che il ministro voglia spedirlo laggiù per non averlo tra i piedi quando comincerà la festa delle frequenze. Magari facendo sapere ai taliban cosa combinava da giovane con la sua amica Maurizio Paradiso, quando faceva spogliare le casalinghe dentro il tinello della sua Lombardia 7. Era già allora la sua personale versione del Beauty Contest.

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