Ho conservato due vecchi numeri di una nota rivista. Uno di gennaio del 2005 e uno di gennaio 2008. Contenevano alcune previsioni o ‘visioni’ per il mondo che sarebbe venuto.

Talvolta mi piace fare questi esperimenti: vedere se a distanza di anni qualcuno degli esperti chiamati dal periodico a ‘prevedere’ l’avesse azzeccata. Così come dissacro gli oroscopi: li leggo la settimana successiva per ridere su ciò che non è successo.

Mi sono soffermata su di un’intervista a Naomi Wolf, la quale nel 2007 pubblicò un libro (The End of America), in cui la scrittrice-attivista si soffermava sulle prospettive del femminismo statunitense, dei Paesi in Via di Sviluppo e di quelli in conflitto. Nel 2007 la Wolf teorizzava sul fatto che il movimento femminista mondiale dovesse rientrare nel più vasto alveo del “movimento politico internazionale per l’emancipazione umana, quale parte integrante della battaglia più vasta a favore dei diritti civili e delle libertà umane.”

Il titolo dell’intervista de L’Espresso (a firma di Pontoniere) era molto deciso (Donne, la lotta continua) anche se la rilettura del Wolf-pensiero mi ha suggerito, invece, un allontanamento (o un allentamento) dalle tematiche femministe, almeno dagli aspetti del femminismo del 2007.

Ma torniamo alla domanda, cos’è cambiato dal 2007 ad oggi? Cosa di quell’oroscopo-auspicio-visione-previsione si è avverato e cosa no? E perché?

La Wolf immaginava per le donne occidentali – avendo queste ultime (ci par di leggere tra le righe) acquisito dei saldi fondamentali in merito alla parità – il ruolo di promotrici di battaglie per diritti più vasti anche e soprattutto a difesa delle donne nei Paesi in guerra o sottoposti a regini teocratici e misogini, Invece, oggigiorno le donne occidentali fanno fatica a difendere i diritti minimi quotidiani: lavoro, assistenza sociale, asili nido, un welfare decente, cioè. Difficile pensare che, alle prese con la crisi economica che ci sta corrodendo lentamente, noi tutte si riesca a guardare più in là dei nostri grandi problemi nazionali e personali. Nel frattempo, però molte donne dei Paesi arabi, asiaticiafricani stanno acquisendo una consapevolezza nuova.

Altro punto. La Wolf era convinta del salvifico ripiegamento sulla famiglia, ultima àncora etico-morale contro l’edonismo, l’egoismo e la cura spasmodica dell’immagine. Cose che la scrittrice definiva ‘sovrastrutture’ (come una marxista qualunque!) se confrontate con le difficoltà delle donne dei Paesi emergenti.

Ora, invece, com’è? Sulla famiglia, in gran parte dell’Europa – ma soprattutto in Italia — ci siamo ripiegate, volenti o nolenti, a prescindere dal consiglio morale della Wolf. Sol perché la famiglia è rimasta l’ultima àncora economica per la sopravvivenza delle giovani generazioni, che si tratti dello stipendio superstite (o della cassa integrazione) del capofamiglia, o della pensione del nonno che mantiene figli e nipoti disoccupati o precari. Per quanto riguarda l’edonismo di una parte del moderno femminismo, ne abbiamo già parlato qualche post fa.

Tirando le somme, la Wolf non aveva fatto i conti con la crisi economica in Occidente, né con il coraggio e la capacità delle donne dei Paesi emergenti, tantomeno aveva menzionato o segnalato l’aumento del numero di violenze domestiche anche nei Paesi occidentali. Aveva caldeggiato un ritorno volontario alla famiglia, ma solo come antidoto al consumismo, sottolineando (paternalisticamente) che se le donne occidentali avessero riscoperto la centralità della famiglia, anche gli uomini si sarebbero sottratti al duopolio lavoro-consumismo (non ho mai creduto a quest’ultima cosa).

Infine, contrariamente a ciò che lamentava la Wolf, negli Usa il movimento femminista sta conoscendo una nuova stagione di battaglie, ben lontana dall’edonismo (ovvero, femminismo-tacco-a-spillo) di cui si lamentava.

La Wolf non ci ha preso.

Facciamola noi una previsione. Quali potrebbero essere gli scenari relativi alla condizione femminile italiana ed europea? Quali proposte e/o consigli pensate possano essere utili ad un miglioramento della condizione sociale antropologica ed economica della popolazione italiana femminile? Qual è il panorama dei movimenti femministi e di sostegno alle donne in Italia?

di Marika Borrelli

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