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Frattini contro l’asse Merkel-Sarkozy
“La crisi non si risolve con accordi bilaterali”

L'incontro non è piaciuto al titolare della Farnesina, che ha commentato: "Non sono riuscito a comprendere il succo, non c'era un'agenda dichiarata e forse neanche sostanziale"
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“L’Italia è convinta che una situazione globale non si risolve con assi bilaterali”: così il ministro degli Esteri Franco Frattini ha commentato il vertice svoltosi ieri a Berlino tra la cancelliera tedesca Angela Merkel ed il presidente francese Nicolas Sarkozy. Un incontro che non è piaciuto al titolare della Farnesina, che ha aggiunto: “Francamente di tutto l’incontro di ieri tra la Merkel e Sarkozy non siamo riusciti a comprendere quale sia stato il succo, non c’era un’agenda dichiarata, ma non sappiamo neanche se c’era un’agenda sostanziale”.

E riguardo alle misure da prendere per la crisi globale, ha detto: “Credo sarebbe molto meglio rilanciare un metodo realmente comunitario, che faccia sedere tutti i Paesi membri intorno al tavolo del Consiglio”. Poi ha ammonito: “E’ importante che non si perda tutto questo tempo, con il rischio di far fallire la Grecia: non dimentichiamoci che, tra le riunioni della troika che si susseguono ed il rinvio del pacchetto di aiuti, se l’allarme che già esiste si dovesse tradurre nella percezione che questo pacchetto non arriverà, le conseguenze sarebbero devastanti per l’Europa”. Servono quindi “misure concrete” in tempi rapidi.

Poi, parlando a Lussemburgo dell’ipotesi di un rinvio del vertice europeo previsto per domani e dopodomani, ha auspicato che non venga rinviato perché, ha detto,  “se il disagio sociale, che già scuote la Grecia dovesse tradursi nella convinzione che il secondo pacchetto di aiuti sarà rinviato, le conseguenze per la Ue sarebbero devastanti”.

Ma anche laddove l’incontro venisse posticipato, Frattini ha espresso il desiderio che il Consiglio europeo “adotti misure concrete e affermi non solo in modo solenne ma in modo molto puntuale quando sarà rilasciato il pacchetto per la Grecia”, che era stato approvato al vertice di Bruxelles dello scorso 21 luglio.

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