Erano solo sei ragazzi, sei chicos impegnati nel movimento degli studenti medi di La Plata, negli anni del terrore militare argentino di Jorge Videla. Militanti in erba, decisi a rivendicare il boleto estudiantil, una tessera-sconto sui libri di testo e sul prezzo del biglietto dell’autobus. Tutti già pedinati e schedati nelle loro inoffensive marce di protesta. Per gli uomini delle patotas, le squadracce della polizia politica, sovversivi da annientare in una notte, la famosa Noche de los Lápices, la Notte delle Matite Spezzate, come è rimasto, nella storia dell’Argentina golpista, quel terribile 16 settembre ‘76, quando, in uno spietato raid punitivo, i ragazzini di La Plata verranno arrestati nel sonno, condotti nel centro di detenzione clandestina di Arana, torturati a colpi di unghie strappate e scosse elettriche, e poi fatti sparire. Desaparecidos.

Tutti tranne il 17enne Pablo Diaz, unico sopravvissuto, seviziato e finito in galera senza processo per lunghi anni. Il solo testimone in grado di ricostruire l’orrore del’76. Degli altri, i primi dei 30mila desaparecidos d’Argentina, non si saprà più nulla. Piccole, fragili matite spezzate, inghiottite dalle fauci della dittatura.

Il Fatto Quotidiano, 16 settembre 2011

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