Il neo-sindaco di Cagliari, candidato di Sel appoggiato da tutto il centrosinsitra, Massimo Zedda

Cagliari si tinge di rosso. Un rosso fuoco, il colore che identifica Massimo Zedda, in quota Sel e sostenuto da tutto il centrosinistra, nuovo sindaco di Cagliari con il 59,43 per cento delle preferenze al ballottaggio. Contro il 40,57 per cento del suo sfidante, il candidato di centrodestra Massimo Fantola [Leggi i risultati del ballottaggio]. Seppure appena trentacinquenne, Zedda ha alle spalle una lunga militanza: prima nella Fgci poi nella Sinistra giovanile con Pds e Ds. È a lui che i cagliaritani hanno dato fiducia per amministrare il capoluogo, dove il centrosinistra non aveva che le briciole dal 1993. Un risultato storico per il capoluogo sardo e il suo giovane sindaco, cresciuto all’ombra del Partito comunista: il padre ne è stato uno dei dirigenti e lui, da piccolo, frequentava la sede di via Emilia, adesso diventata quartier generale del Pd.

Che il ‘sogno rosso’ stava diventando realtà lo si era capito fin dal primo pomeriggio: intorno alle 16 sono iniziati ad arrivare i dati dalle sezioni di Sant’Elia, il quartiere povero e finora azzurro del capoluogo sardo: “Siamo sopra di centinaia di voti”, hanno iniziato a urlare in via Emilia. E col passare dei minuti la tendenza si confermava: anche dagli altri quartieri storicamente dominati dal centrodestra – Is Mirrionis, San Michele, Mulinu Becciu – il distacco tra Zedda e Fantola cresceva sempre di più. Tanto che, con estremo fair play, lo stesso Fantola ha fatto una telefonata all’avversario a spoglio ancora in corso. “Hai vinto”, gli ha detto, augurandogli buon lavoro.

Il nuovo primo cittadino ha intanto ringraziato tutti cittadini. “Sarò il sindaco anche di chi non mi ha sostenuto”, ha detto. Nella sede di Sel in via Puccini, è stato l’ex governatore della regione Sardegna, Renato Soru, a dare il via agli applausi per il neo-sindaco. Baci, abbracci e occhi lucidi dentro la sede. Caroselli di auto intorno e decine di sostenitori che intonano ‘Bella ciao’ davanti al quartier generale. “Tra Milano, Napoli e Cagliari l’Italia è già cambiata”, commenta emozionato il segretario regionale di Sel, Michele Piras. “Emilio dacci le chiavi, Emilio dacci le chiavi”, così altri sostenitori di Zedda chiedono simbolicamente le chiavi del Comune al sindaco uscente Emilio Floris. Nella zona, il traffico è in tilt per i festeggiamenti.

Una vittoria, quella di Zedda, che però non sembrava così sicura al primo turno, che si era chiuso con un testa a testa. Con il candidato di Sel in vantaggio con il 45,15 per cento delle preferenze, una sorpresa per i cagliaritani. E il suo sfidante, 63 anni, che lo ha marcato stretto con il 44,71 per cento dei voti. Il candidato dei Riformatori Sardi – della scuola di Mario Segni, già eletto in Senato nel 2006 nelle file dell’Udc – non sa dire ancora se sarà o meno il leader dell’opposizione in Consiglio comunale. Per il momento, dichiara di avere solo una certezza: essere “il candidato che ha perso perché i cittadini non hanno avuto fiducia in me e nel mio programma”.

Dopo quasi vent’anni di esclusione dal governo della città, tutto il centrosinistra cagliaritano festeggia invece con Zedda. “E’ un risultato storico – commenta Francesca Barracciu, vicesegretario regionale del Pd – e un primo passo verso la cacciata di Cappellacci”, il governatore Pdl della regione. Non solo, per il centrosinistra locale il voto di Cagliari, roccaforte della destra, è anche un segnale nazionale, un segnale forte al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. “Ormai il suo tempo è scaduto”, conclude Barracciu.

di Cinzia Simbula

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