Rieccola, la faida di Secondigliano. E’ il timore degli inquirenti: la riesplosione della guerra di camorra tra i Di Lauro e gli Scissionisti che negli anni scorsi ha insanguinato il quartiere della periferia nord di Napoli. Forse è un nuovo capitolo della faida, il duplice omicidio di ieri pomeriggio in via Abate Desiderio. Giuseppe Ferraro, 55 anni, e Giuseppe Parisi, 48 anni, sono stati crivellati di colpi da un killer che ha agito da solo. Le due vittime erano nel salone da barbiere Vincent. La scena sembrava rirpresa da un film di Brian De Palma sulla mafia di Al Capone. Ferraro, incensurato, secondo le prime informazioni era un ex dilauriano ritenuto vicino agli scissionisti del clan Amato-Pagano. I proiettili lo hanno colpito in faccia. Parisi, pregiudicato, è stato ucciso con alcuni colpi alle spalle, mentre cercava di scappare. Il barbiere è rimasto illeso ed è stato sentito a lungo dagli investigatori. Nei pressi dell’agguato c’erano diversi negozi aperti. Le forze dell’ordine hanno trascorso le ore successive al delitto alla ricerca di potenziali testimoni. In un quartiere dove difficilmente la gente collabora.

Sul posto sono giunti anche i pm della Dda di Napoli. I segnali del ritorno alla faida che ha riempito pagine di Gomorra ci sono tutti. A febbraio, sempre a Secondigliano, è stato ucciso un elemento di spicco degli scissionisti, Francesco Feldi. Parisi, secondo alcune ricostruzioni, apparteneva al gruppo capeggiato da Feldi. Due settimane fa un killer ha ucciso un appartenente al clan Di Lauro, ferendone un altro.

Tra il 2004 e il 2006 la faida di Scampia e Secondigliano provocò oltre settanta morti. Tra le vittime di questa vera e propria guerra, termine mai così appropriato, vi sono gli uomini del clan, i loro nemici, familiari, ed anche persone innocenti ed estranee alla camorra. Omicidi che facevano parte di un disegno preciso: colpire gli innocenti per stanare gli avversari nascosti e farli uscire allo scoperto. Una strategia macabra, consumata tra sparatorie, attentati dinamitardi in case, vicoli, bar e locali pubblici. Che resero Secondigliano uno dei quartieri più pericolosi del mondo.

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