La prossima settimana il Consiglio dei ministri cercherà di superare la norma Pisanu. Lo ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni rispondendo durante il question time a un’interrogazione della Lega Nord. Si tratterebbe di modificare o abrogare l’articolo 7 della legge, articolo che limita la connessione wireless: “C’è stata un’evoluzione tecnologica che ci consente di superare le restrizioni previste dal decreto Pisanu del 2006 e di contemperare le esigenze di sicurezza e l’attività investigativa con lo sviluppo dell’accesso alla rete internet”. Il decreto scadrà il 31 dicembre prossimo.

Maroni ha specificato che “la norma Pisanu è stata efficace e ha permesso di sventare minacce sul fronte del terrorismo e alla criminalità organizzata”. Non solo: “Le indagini riguardanti la pedofilia on line hanno portato all’individuazione di circa 7mila persone con operazioni a carattere anche internazionale” mentre “nel settore delle frodi on line, clonazione di carte di credito e bancomat, la polizia ha perseguito oltre 15mila persone”.

“Si tratta di un tema di grande attualità, che sta suscitando un dibattito molto interessante”, ha aggiunto il ministro che ha sottolineato “l’esigenza di liberalizzare il wi-fi, la banda larga, consentendo a tutti gli utenti cittadini libero accesso: l’obiettivo che mi propongo è quello di valutare quale equilibrio raggiungere tra le due esigenze”.

Anche il ministro per la pubblica amministrazione Renato Brunetta aveva annunciato, il 18 ottobre scorso, che era venuto il momento per cambiare il decreto Pisanu. Prima ancora gli esponenti di molti partiti si sono espressi contro quest’articolo.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Il premier e la minorenne, come gli altri quotidiani raccontano la vicenda di Ruby

next
Articolo Successivo

A Novara arriva l’ordinanza contro i negozi ‘etnici’: “Insegne solo in italiano”

next