Cinema

Non solo Venezia. A Milano inizia il Film Festival: cinema, documentari, inchieste

Più di 700 ore di programmazione, 300 film selezionati da più di 80 paesi per le 21 sezioni del festival. “Colpe di Stato” è dedicata ai documentari che raccontano i legami tra politica, affari, guerra ed economia

di Michele Sasso

Non solo Venezia. Il cinema a settembre è anche Milano Film Festival con 10 giorni e 10 notti di immagini, musica e incontri. A partire da domani tre teatri (Strehler, Studio, dal Verme), Parco Sempione e Acquario Civico si trasformano in spazi di proiezione. Un festival che da 15 anni ha il potere di trasformare Milano, richiamando tanti appassionati da tutto il mondo: solo nell’edizione 2009 ci sono stati duecento tra ospiti e addetti ai lavori e 35mila spettatori.

In programma quest’anno oltre 700 ore di programmazione, 300 film selezionati da più di 80 paesi per le 21 sezioni del festival, che si compone di due concorsi internazionali: lungometraggi, con la giuria composta da registi delle passate edizioni, e cortometraggi. I documentari, invece, vanno in scena nella sezione “Colpe di Stato” per raccontare storie vere di legami tra politica, affari, guerra ed economia. Un viaggio nel sistema di potere e negli interessi che lo governano. Solo 7 film (su 200 presentati al concorso) sono arrivati alla fase finale.

Racconti, attraverso le immagini, del legame tra le multinazionali petrolchimiche e i governi e degli effetti sull’ambiente (La baia dei Lupi e Sweet Crude). Viaggi nella realtà delle corporation che amministrano con profitti da capogiro le industrie agrolimentari e farmaceutiche (Greening the Revolution). E ancora il neocolonialismo in Guinea con Changement, le speculazioni e gli interessi per gli Ogm in Scientists under attack, le missioni di pace “armate” del Canada con Mythis for Profit e gli effetti e i pericoli della produzione nucleare la pellicola francese Dechets – Le cauchemar du nucleair. A Jim Jarmusch è dedicata la retrospettiva che il festival ogni anno riserva ad un autore contemporaneo. Verrà proposta l’intera filmografia di Jarmusch, compreso il suo nuovo titolo “The limits of control” in anteprima italiana.

E poi omaggi alla Mir, la storica casa di produzione milanese, e al regista inglese Peter Watkins, inventore della docufiction, una selezione di film di giovani registi turchi indipendenti, maratona di corti d’animazione al Parco Sempione, un incontro con Nick Park dello studio Aardman e un workshop pratico sull’animazione applicata ai titoli di testa e di coda dei film.
Oltre 400 appuntamenti tra cui spicca Immigration Day, una giornata dedicata alle comunità straniere con proiezioni di film in lingua egiziana, cingalese e peruviana. Infine, il cinema incontra l’architettura con Città in movimento (idee visioni e trasformazioni del tessuto urbano): inizitive per bambini con il Milano film festivalino e il Salon des Refusés, lo spazio autogestito dai registi i cui corti non sono stati selezionati per il concorso internazionale. Lo spettacolo può cominciare.

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