L’organismo di revisione economica e finanziaria ha bocciato il bilancio consolidato del Campidoglio. Una vera e propria tegola per l’amministrazione guidata dal Movimento 5 Stelle visto che l’obiettivo era approvare in aula entro domani il bilancio consolidato: al suo interno sono compresi infatti anche i conti in rosso di Atac e il bilancio di Ama.

Il neo assessore Gianni Lemmetti, però, non intende aggiornare il calendario. “Il parere dell’Oref sul bilancio consolidato non è vincolante, quindi andiamo in Aula”, dice il titolare della delega al Bilancio della Capitale. Che poi su facebook attacca l’organismo di controllo. “Approveremo il bilancio consolidato – scrive – Oref fa politica. La nostra amministrazione approverà il Bilancio consolidato 2016 di Roma Capitale. E non si farà fermare da chi approfitta del suo ruolo tecnico per esprimere giudizi politici che non gli competono”.

L’organismo di controllo nella sua relazione non ritiene che “le risultanze esposte nel bilancio rappresentino in modo veritiero e corretto la reale consistenza economica, patrimoniale e finanziaria del gruppo amministrazione pubblica di Roma Capitale ed esprime parere non favorevole all’approvazione del bilancio consolidato dell’esercizio 2016″. I revisori invitano l’ente ad “adottare i provvedimenti di competenza potenziando le strutture preposte al controllo e alla verifica dei rapporti con le società partecipate”. 

“Alcune delle osservazioni e criticità presenti nella stessa relazione sono state evidenziate, affrontate e risolte sia nella documentazione a corredo della proposta deliberativa, sia esplicitate in sede di incontri avuti con l’organismo stesso per cui risulta non giustificabile (e quindi immotivabile) il giudizio finale a cui è pervenuto il collegio”, è scritto invece nelle controdeduzioni del Campidoglio. Nella relazione si ritengono “superati i rilievi fatti dall’Oref” prendendo atto che “il bilancio consolidato 2016 parte dalle risultanze approvate in sede di rendiconto 2016 con il parere favorevole dell’Oref”.

Il nodo del bilancio è legato alle partite di riconciliazione dei bilanci tra Ama e Atac. Il bilancio consolidato ha una funzione informativa e non ha influenza sui conti delle società, ma registra i risultati complessivi dell’amministrazione e delle sue partecipate. Il conto economico – secondo il Sole 24 Ore – si è chiuso con un positivo di 64,5 milioni, ma sono i 293 milioni di euro di rettifiche di consolidamento imputabili alle società – cioè il mancato pagamento delle partite debitorie e creditorie incrociate tra Roma e le partecipate – a pesare sul giudizio dei revisori, ovvero alla mancata riconciliazione delle partite debitorie e creditorie reciproche tra Roma Capitale e le aziende.

Nell’agosto scorso, la presidente di Oref, Federica Tiezzi, aveva raccontato al Messaggero: “Come revisori dei conti abbiamo spedito già una lettera a maggio, per chiedere subito interventi sulla mole di crediti e debiti da riconciliare con le società comunali. Non abbiamo ricevuto risposte. A quel punto abbiamo spedito altre due lettere di sollecito, l’ultima a giugno. Ma non è facendo finta di niente che si risolvono i problemi”.

Ed è proprio contro la Tiezzi che arrivano le bordate peggiori dall’ambiente pentastellato. Come già aveva detto Lemmetti, infati, anche secondo altri esponenti del M5s l’Oref avrebbe bocciato il bilancio del Campidoglio per motivi puramente politici. “Se i membri dell’Oref hanno intenzione di fare politica sarebbe corretto che si dimettessero da un ruolo che invece deve essere necessariamente terzo”, dice la deputata Laura Castelli accusatola Tiezzi di essere “indagata per bancarotta fraudolenta. Anche un altro membro dell’Oref, Marco Raponi, risulta imputato sempre per bancarotta fraudolenta. Fatta salva la presunzione di innocenza farebbero bene a dimettersi”.